• Nicola Pirina

A proposito dei prossimi mercati e della nuova domanda.


Cagliari, 24 luglio 2020


A proposito dei prossimi mercati e della nuova domanda.


Posta la quantità ingente di risorse che sta per arrivare (forse), è indispensabile guardare ai mercati che non esistono, ai bisogni latenti, ai bisogni presenti che non trovano risposta nel mercato.

E’ lì il cambiamento da attuare, è in quei percorsi che lo sviluppo industriale deve poi ricevere il sostegno delle policy pubbliche (internazionali, europee, nazionali e locali).

Sostegno, non intralcio, né vincoli, né sovrabbondanza di tasse (dirette, indirette, occulte) ed adempimenti.


Marcel Proust diceva che il viaggio reale di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi.

Continua ad avere ragione.


Le conseguenze della pandemia (rapide, indiscriminate e non ancora quantificabili) incideranno in maniera sperequata nella popolazione mondiale. Non siamo tutti uguali, ahinoi.

Oltre mezzo miliardo di persone vive in estrema povertà (meno di $ 1,90 al giorno), sono stati messi a rischio decenni di progressi delle economie un tempo definite emergenti, alle quali si possono assimilare anche molte regioni delle economie cosiddette avanzate (tante sono le aree del mondo in cui ancora l’economia informale regge interi sistemi, tra cui la Sardegna in buona compagnia ...).

Ragionevolmente gli sforzi planetari si sono focalizzati sulle forniture a breve per dare sollievo sanitario ed economico, ma è ora indispensabile costruire nuove basi economiche, solide, resilienti ed antifragili. Sostenibili.


Le passate strategie di sviluppo non sono riuscite a creare percorsi per permettere alle persone ed ai territori in difficoltà di uscire dal guado.

Si è generato il paradosso della miseria (tanta) in mezzo all’opulenza (di pochissimi).


Uno dei modi praticabili per aiutare le economie a rinascere costruendo un futuro sostenibile è attraverso investimenti nell’innovazione generativa e non estrattiva, quella che semina più in profondità i semi dello sviluppo, le innovazioni che creano i nuovi mercati.

Le innovazioni che creano mercato trasformano prodotti complicati e costosi in prodotti semplici e convenienti, rendendoli accessibili a un segmento completamente nuovo di persone, per il quale c'era sempre una domanda sottostante, ma nessuna soluzione accessibile. Queste innovazioni sono particolarmente potenti perché creano nuovi posti di lavoro per servire il nuovo mercato e generano entrate utili per finanziare rinnovati e nuovi servizi pubblici.

I nuovi mercati innescano anche nuova cultura imprenditoriale che, per spillover progressivi, genera ulteriore sviluppo.


Come il Giappone allora (nel secondo dopoguerra Sony, Toyota, Toshiba, Panasonic, Honda, Nintendo, Kyocera e Ricoh, Canon e Suzuki, almeno), così la Corea oggi, sfuggire alla povertà, resistendo agli shock socio economici, dando la priorità alle innovazioni che creano mercati nuovi.


Gli innovatori di oggi hanno un'opportunità simile per creare i nuovi motori di crescita per le loro organizzazioni e per i paesi che sono stati più devastati dalla pandemia.

Non attribuiamo per favore la creazione di mercati di successo alla mera fortuna, dietro ci sono sempre persone che con sacrificio ed intelligenza si sono dannati allo spasimo per riuscirci.


Vogliamo pensare al fatto che il sistema bancario non è immutabile e che ci sono modi differenti per finanziare il circolante ?

Vogliamo pensare al fatto che ci possono essere via produttive e sostenibili per abbattere la CO2?

Possiamo immaginare che ci siano modi per generare titoli di credito pubblico anziché continuare ad indebitare le generazioni che arrivano?

Possiamo scoprire se ci sono modi predittivi per analizzare lo stato di salute delle imprese ed aiutarle ad innovare il tanto che serve per affrontare in serenità il prossimo decennio?

E’ immaginabile un nuovo modo per comporre colonne sonore?

Una nuova via per fare marketing territoriale?

Una nuova declinazione della VR?

Esistono modalità sostenibili per la valorizzazione dell’ultimo miglio? Esistono nuove industrie nell’agrifood?

Per creare nuovi mercati bisogna identificare le barriere al consumo (soldi, accesso, tempo e competenza, ma soprattutto barriere cultuirali), cercando soluzioni alternative a problemi comuni, considerando le avversioni alle situazioni e riflettendo sulle personali esperienze, è lì che i veri innovatori possono sbloccare gli oceani delle domande presenti degli attuali non consumatori.


Che si tratti di una pandemia globale, di un disastro naturale o una bolla immobiliare, le periodiche crisi socio economiche sono inevitabili e non faranno che continuare a colpire le fasce più deboli se proseguiamo sui percorsi che ci hanno già dimostrato essere fallimentari o quantomeno non adeguati.

Prezzi e rimesse diminuiti drasticamente, la riduzione del trasporto aereo ha evidenziato la fragilità (è non indispensabilità) delle catene di distribuzione ed approvvigionamento, il turismo è crollato.


La maggior parte delle persone fuggite dalla povertà si trovano principalmente in Cina e, in misura minore, in India.

È interessante notare che entrambi i paesi hanno ricevuto scarsi aiuti da parte delle principali organizzazioni di sviluppo relative a il loro successo nel ridurre la povertà.

Alla fine degli anni '90, in Africa, i cellulari erano considerati troppo costosi per la maggior parte delle persone ma la grave mancanza di infrastrutture ha reso possibile la creazione di un mercato delle telecomunicazioni mobili che sembrava inimmaginabile. Nel ‘98, Celtel, ha sviluppato un modello di business che ha reso telefoni cellulari economici accessibili a milioni di persone in diversi paesi africani.

Uno dei motivi per cui è difficile vedere il non consumo come un'opportunità praticabile è che i non consumatori sono spesso valutati in base alla loro capacità di acquisto soluzioni esistenti sul mercato.

Nel 1997, Netflix, ha creato valore per servire non consumatori a consumatori insoddisfatti di Blockbuster. Anziché costruire migliaia di negozi in tutto il mondo, costruirono pochi magazzini, investirono in tecnologia logistica sofisticata ed efficiente e sfruttarono il servizio postale. Ridotti i costi ed abbattute le barriere di accesso. Netflix diventerà la potenza globale che è oggi, mentre Blockbuster fallirà nel 2010.


Perché si realizzi uno sviluppo generativo dobbiamo prima immaginare un mondo diverso, dobbiamo individuare le possibilità che molti altri non possono neanche iniziare a immaginare, quindi lavora per costruire quel mondo.

L'innovazione che genera mercati è il nostro proiettile d'argento.

Prepariamoci, ne vedremo delle belle.

In fondo noi siamo impresa che genera imprese.

E’ questa la nuova industria, specie in Sardegna, specie nei servizi ad alto valore aggiunto, specie dove c’è tanta intelligenza da valorizzare.


Ready to debate, as usual.

Un sorriso, Nicola


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