• Nicola Pirina

Abbiamo bevuto il caffè alla Maker Faire Rome 2020.

Roma, 11 dicembre 2020. Abbiamo bevuto il caffè alla Maker Faire Rome 2020.

Come anticipato lo scorso 25 novembre alla fine ci siamo riusciti. Virtualmente.


Lasciando perdere i trascorsi personali, era la prima di Kitzanos alla Maker Faire Rome, come azienda, insieme alle altre. Ci tenevamo in maniera particolare.



Isabella Ceccarini guidava, noi seguivamo, cercando di fare del nostro meglio.


Tre domande aperte. Proviamo a riassumere in estrema sintesi le logiche delle nostre risposte per chi non ha potuto seguire la diretta.

1) Qual è la Vostra idea di innovazione sostenibile nel settore agroalimentare?

Proponiamo un ragionamento sulle condizioni, devono essere nettamente separate e prioritizzate le azioni del pubblico e del privato. Senza il combinato disposto di contributi bilaterali sincroni non si va da nessuna parte. Il ruolo del pubblico deve essere concentrato sulle precondizioni a tutela della salute delle persone e dei territori, con interventi mirati a garanzia dei beni locali primari, ambiente nel suo insieme, acque, flora, fauna, bonifiche, discariche, energia, strade, fibra, cartellonistica, etc.. Viceversa il ruolo del privato non può non puntare a rendere endemiche le rinnovabili, il riuso degli abbandoni, la tecnologia di campo e gestionale e così via. La rete ha abbattuto ogni confine geografico ed amministrativo. Così come il riciclo parte in fabbrica dove si produce per arrivare al comportamento di consumo, prima del comportamento di smaltimento, così nella gestione dell’agrifood.

2) Quali sono le esigenze principali a cui occorre rispondere?

Bisogna far capire che è possibile tutto, non ci sono preclusioni di nessun ordine e genere. Serve formazione, semplificazione, urge sganciare i sistemi agrifood dalla atavica dipendenza dalle logiche PAC, PSR e via dicendo. Sembrerà strano ma anche in questo comparto si tende a dimenticare che le persone, il loro benessere e la loro salute sono e rimangono il perno principale, sia lato produttori che lato consumatori che lato fruizione dei territori.

3) Può raccontarci un esempio vincente di strategia di cambiamento?

Non una in particolare, quello che deve rimanere impresso è la sommatoria degli elementi, pubblici e privati, tradizione ed innovazione, mercato locale e globale, saperi e sapori, consumo pubblico e privato a ridosso delle produzioni locali, la narrazione delle peculiarità, la creazione locale dei buchi di filiera, la contaminazione delle generazioni, l’amore per la propria terra, l’amore per il prossimo, senza solidarietà e coesione non andiamo lontani. Laddove si sono create simbiotiche contaminazioni tra tutte queste condizioni si è realizzato un cambiamento sostenibile e vincente per interi territori, per più di una generazione.


Somewhere in the net ci sono i due video di questa attività, quello fatto con Carlo Hausmann e questo. Ci taggheranno loro ;-)


Timeless innovation, come si dice a Roma Startup.

L’impresa eccezionale, datemi retta, è essere reali.

Nel 2020 non tutto viene per nuocere.

Sono soddisfazioni.

Un sorriso, Nicola


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