• Nicola Pirina

About banking.

Sardegna, 7 Aprile 2021

Anche gli investimenti nella sostenibilità (nel senso più ampio considerabile) sono atti d’intervento che considerano esplicitamente le future tendenze sociali e ambientali nel processo decisionale, anticipando questi scenari cercano di identificare eventuali sorprese che possono garantire gli impegni a lungo termine.

L’antesignano degli investimenti comportamentali a lungo termine era Keynes, l’ipotesi dei mercati resilienti in luogo degli ideali di efficienza e razionalità era per lui, infatti, una base più ragionevole per il successo degli investimenti.


E nel mondo post pandemico?


L’attuale situazione non è iniziata come una crisi finanziaria, ma si sta trasformando in tale, in più è globale, economica e sociale. Non solo finanziaria.

Cadute da record della produzione, aumento della povertà, nuovi disoccupati.

Ricadute che non soffrono differenze geografiche né reddituali.

Aumentano le sofferenze, crescono a dismisura gli NPL e gli UTP, cioè i crediti deteriorati.

Emergono bolle di prezzo, frena l’espansione economica, sale la recessione.

I problemi di bilancio minano la fiducia.

Ma questa volta è davvero diverso.

È anche una crisi regressiva, che colpisce in modo sproporzionato famiglie a redditi contenuti, piccole imprese e professionisti.

Sono stati inflitti danni significativi all'economia globale e ai bilanci degli operatori economici.

L'insolvenza è alle porte, preceduta di poco dalla mancanza di liquidità.


Il settore bancario è pertanto davanti ad un dilemma gigantesco.

La vita ordinaria continuerà e lo farà per la maggior parte delle persone nella maggior parte del mondo? E’ ripristinabile la fiducia nel sistema per com’era concepito?

Saranno nazionalizzate molte banche? L’attività bancaria per come la conosciamo tornerà ad essere redditizia? Continuerà ad essere necessario il consueto modus operandi degli istituti di credito?

O è verosimile che entrino in gioco dei nuovi player?

E se ci fosse spazio per nuovi attori, che ruolo ricoprirebbero?


Le enormi complessità del banking offriranno certamente nuove opportunità ad imprenditori illuminati di grande talento, posto che le autorità di regolamentazione ed i gestori del rischio faticano a recuperare il ritardo coi bisogni del mercato. Sicuramente ci saranno nuove challenger bank che, irrompendo nel sistema, magari inizialmente faranno fatica a farsi capire dai più, ma le imprese ed i consumatori (specie quelli di nuova generazione, cfr. articolo precedente) saranno al loro fianco perché faranno propri i nuovi prodotti che servono a lenire gli affanni prima e ad assicurare il rilancio poi.

La pandemia ha già fatto il resto, imponendo e valorizzando le nuove abitudini d’acquisto ed i nuovi modelli transazionali.

Stiano attenti gli operatori più datati, l’uso di una app è un indicatore d’utilità contingente, non dell'efficacia dei servizi.

Basta parlare coi clienti.

L’era della mera estetica è finita.


Serve sostanza nel nuovo mondo.

Le transizioni non sono mai fluide, ma il cambiamento è come la marea.

Ed il nuovo paradigma è la coopetizione post cocreazione di valore.

Affrontare una nicchia con un ottimo prodotto, far maturare quel prodotto, raggiungere poi una massa critica di clienti tale da poter cercare alleanze, per una crescita ulteriore o per essere acquisiti da un big player che finalmente volgerà lo sguardo ai nuovi mercati grazie all’incorporazione del nuovo sistema di intelligenza finanziaria o bancaria portato a casa.


Arriva l'era della convergenza.


Il mondo bancario sta cambiando rapidamente, alcuni moriranno, altri vinceranno profumatamente, nel giro di pochi anni il consumatore avrà un'esperienza finanziaria molto diversa, le nostre vite saranno trasformate di conseguenza.

Questa è l'unica cosa di cui possiamo essere sicuri: il cliente ne trarrà vantaggio.

Imprese interamente digitali, basate su cloud che utilizzano piattaforme web e applicazioni mobili come principali punti di contatto con i clienti.

Le challenger bank emergenti (ed ancor di più quelle che arriveranno) includono artisti e filosofi, sono flessibili ed accessibili, hanno prodotti ad altissimo valore aggiunto che spesso rappresentano un unicum nel mercato.


Il banking as a service supererà ogni ostacolo?

Solo il tempo lo dirà.


As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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