• Nicola Pirina

Come parlare del futuro dell’innovazione.

Cagliari, 29 luglio 2020



Nell'industria dell’innovazione, come nella vita, ci vuole una potente combinazione di più fattori perché le cose possano funzionare, perché le intuizioni ambiziose diventino mercato, generando sistemi territoriali nuovi, connessi tra di loro.

Le aziende più innovative al mondo, oramai da anni, sono diventate anche le più grandi del globo. Ma le dimensioni aziendali poco contano se non c’è un sistema per l’innovazione. Delle big corp mondiali, infatti, sono sempre meno quelle che tutti gli anni mantengono la posizione in classifica, non senza fatica.

E non possiamo pensare che l’innovazione di cui abbiamo bisogno diventi sistemica se sempre e solo Alphabet, Amazon, Apple, Google, Microsoft, Samsung etc tengono il banco, coi loro metodi. E con le loro mancanze.

Ma oggi, soprattutto post covid, l’innovazione seriale diviene ancora più rilevante, perché anche gli storici leader mondiali dell’innovazione devono adattarsi e adeguarsi a modelli in rapido cambiamento, lato domanda, lato offerta, lato comportamenti di consumo e modelli di business emergenti.


Se è chiara la premessa, vediamo i soggetti. Non tutti gli innovatori sono uguali.

Ci sono quelli impegnati, per i quali l’innovazione è una priorità assoluta, quelli scettici, in posizione diametralmente opposta ed i confusi, per i quali c’è discrepanza tra importanza e strategia.

Lasciando perdere entrambi gli indecisi, gli impegnati hanno compreso che non devono verticalizzare l’innovazione ma che se vogliono essere campioni debbono avere visione laterale e collaterale, debbono cioè superare i propri confini senza vincolarsi al proprio settore tecnologico o attività caratteristica sic et simpliciter.

Guardando i dati a livello di settore, infatti, le società i servizi avanzati sono quelle che più frequentemente sono riuscite ad entrare anche in altri settori, non solo per contaminarsi e contaminarli.

La tecnologia, memento, è tutt'altro che l’unica forza innovativa dirompente tra settori, i nuovi modelli di frontiera hanno avuto una forza altrettanto se non più efficace. Le nuove open sandbox delle aziende più brillanti, infatti, consentono una fertilizzazione incrociata che in pochi sanno ancora cogliere, perché non vedono opportunità sui nuovi modelli di business abilitati dalla tecnologia rispetto alle proprie attività principali.

Questi perturbatori spesso orchestrano ecosistemi che riuniscono le capacità di più partecipanti in una nuova piattaforma o offerta di servizi.


Kitzanos, come startup studio, è certamente uno di questi.

Kitzanos ha un'ambizione chiara per l'innovazione di cui c’è necessità, non solo in Sardegna, servono però anche risorse adeguate e capacità sistemica di infrangere i confini e le comfort zone.

Lo status quo suggerisce che quando si tratta di innovazione, le piccole aziende hanno il vantaggio. Sono veloci e agili. Non hanno organizzazioni, tecnologie o infrastrutture legacy a trattenerle. Le grandi aziende, al contrario, sono appesantite dalla burocrazia interna, vincolata da sistemi e modalità di lavoro obsoleti e troppo focalizzate sui guadagni del prossimo trimestre per pensare a lungo termine.

Le vere distinzioni, però, emergono quando guardiamo a ciò che distingue i leader dalle aziende: talent first; dedicano risorse all'attrazione, alla formazione e al mantenimento delle persone migliori che riescono a trovare, spesso dando la priorità a quelli con esperienza imprenditoriale; portfolio mindset, i processi di gestione dell’innovazione sono determinanti; il contesto per un migliore processo decisionale; analisi pre e post mortem per assicurarsi che imparino dagli errori.

Un efficace sistema di innovazione richiede tempo ed esperienza per essere costruito. Serve dunque un meta livello, serve un iperluogo, serve un iperspazio.

Serve un’azienda che crea aziende che sappia declinare la tecnologia, quando immancabile fattore abilitante di successo, al livello e nei termini di prospettiva in cui serve.


Divergenza, curiosità, lavoro di squadra multidisciplinare, resilienza.

Queste alcune delle principali caratteristiche dell’innovazione che oggi è di scenario, l’innovazione è una prospettiva, un processo centrato sull'uomo.

Questo processo richiede sperimentazione e interazione, un team diversificato e il desiderio di imparare fallendo.


Con le inclinazioni mentali di cui sopra vorrei che si ragionasse dell'innovazione che serve per i futuri che avviano.


As usual ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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