• Nicola Pirina

Considerazioni sulle e per le startup post-COVID.

Cagliari, 9 settembre 2020

Post Covid le startup bruciano.

Secondo le stime di McKinsey saranno colpite in modo sproporzionato dalla pandemia. Incertezze e paure lato domanda, politiche deliranti, crollo dei finanziamenti e degli investimenti in capitale di rischio, curve di contagio in ripresa e lo spettro di altri lockdown alle porte.

Le startup dovranno affrontare la peggiore recessione economica che si ricordi.

Dietro ogni crisi, si sa, c’è sempre però anche una buona quantità di problemi da risolvere.

La pandemia sarà un acceleratore del cambiamento e un motore di nuove opportunità. Questo è un fatto.

Il periodo che è andato da fine gennaio ad oggi è stato una lunga semi stasi di auto-riflessione e introspezione per molti, un'opportunità per fare il punto su priorità e valori. Anche le startup sono state costrette a fare i conti con i prodotti e servizi che offrono, chiedendosi se sono ancora rilevanti durante e dopo la pandemia.

Un ottimo effetto collaterale della pandemia.

Il flusso di cassa è una questione primaria, certo, è importante concentrarsi sul consolidamento dell'attività esistente. I tentativi di adattamento all'attuale situazione prima che sia chiara almeno un’ipotesi attendibile di stabilizzazione possono essere fatali, specie se si è a corto di entrate.

Se però pare da subito impossibile consolidare l’esistente, non è sbagliato valutare la variazione del modello, guardando a segmenti prima trascurati.

Rimane infatti indispensabile capire e conoscere le proprie personas e clienti, per età, classe, area geografica, abitudini, perché reagiranno in modi diversi.

Perché reagiranno e cambieranno.


Le crisi economiche sono spesso grandi motori del cambiamento: tempeste di distruzione creativa, diceva Schumpeter.

Ci sono settori che hanno visto una crescita enorme nel corso della pandemia e continueranno ad essere rilevanti anche dopo il blocco. Le tecnologie come Zoom e Microsoft Teams, così come la tecnologia e l'e-commerce in generale, sono chiari esempi di prodotti e servizi che trarranno vantaggio dalla situazione.

Prevede ulteriori innovazioni, invece, ad esempio nella manifattura, area in cui l'innovazione è rimasta indietro, dipenderà fortemente dalla ricerca di digitalizzazione che vorranno.

Nel mondo post-COVID potrebbero vedere una crescita seria diverse aree e settori prima periferici, nel mondo e nella ricerca.

Prendiamo l’industria automobilistica, le vendite di auto sono diminuite del 90% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, le vendite di veicoli elettrici sono raddoppiate. E’ possibile che i consumatori stiano creando un collegamento involontario tra COVID e il cambiamento climatico e questo abbia un impatto sulle loro abitudini? Dobbiamo aspettarci un effetto simile anche sulle energie rinnovabili e così via?

Le particolari idiosincrasie di questa era, ciononostante, possono far sì che le startup possano diventare i veri sopravvissuti e precursori di nuovi modelli di business. Dopo tutto, una startup è un'azienda emergente in cui la tecnologia e l'innovazione fanno geneticamente parte della sua filosofia. Ed è proprio qui che hanno una grande opportunità: sviluppare soluzioni e prodotti in grado di innovare e rispondere alle mutevoli richieste dei consumatori.

Nei mesi di blocco e nelle settimane che seguirono, il modo in cui le persone consumavano cambiò. L'e-commerce (+ 300% in America Latina, ad esempio), la vita sana e il benessere e così via ... emerge un quadro in cui le proposte di valore, le esperienze e la capacità di facilitare il processo di acquisto hanno vinto.

La risposta a questa nuova realtà deve quindi essere agile e coerente, poiché le aziende che non sono in grado di adattarsi potrebbero semplicemente crollare.

Le startup hanno molto da offrire in questo campo, a cominciare da come lavorano. Una tendenza dell'era post-COVID è l'accelerazione della cultura digitale, un altro aspetto in cui le startup sono più forti. Le proposte cresceranno alla luce dell'aumento del lavoro a distanza, offrendo alternative online anche dal punto di vista degli interessi personali. Le persone daranno anche più valore alle relazioni interpersonali con un minor numero di partecipanti. Questa decentralizzazione del lavoro implica l'adozione di una serie di misure relative alla sicurezza informatica. Un'altra area in cui si prevede che un'ondata di soluzioni tecnologiche si tradurrà in progressi significativi è nella logistica e nella gestione della catena di approvvigionamento, che deve adattarsi a una nuova realtà in cui il commercio elettronico è in aumento ed i consumatori non vogliono uscire di casa per acquistare prodotti.

Secondo un sondaggio del World Economic Forum, l'imprenditorialità delle startup e la creazione di ecosistemi di startup saranno essenziali per responsabilizzare le persone di età compresa tra 15 e 45 anni, che vedono la corruzione, la mancanza di istruzione, l'insicurezza e la scarsità di opportunità economiche come le principali insidie ​​dell'innovazione.

Anche altri modelli sono in crescita: media and gaming, video conferencing, public cloud, SaaS, collaborative software, healthtech. Almeno. Seguono certamente, non per minore importanza, l’istruzione on line, servizi finanziari ed nfc, nuovi spazi di lavoro intelligenti.

Dall'altro lato ci sono i settori in cui le startup sono state duramente colpite da Covid: live events, ristoranti, it services, physical retail, real estate, legacy software, trasporti. Almeno.

Per le startup di questi settori, ci sono tre scelte: in primo luogo, tagliare i costi, rafforzare i bilanci e temporeggiare; secondo prepararsi per una vendita o chiusura; terzo mettere tutte le risorse alla base della trasformazione del business verso un nuovo futuro post-Covid.

Dipende dai casi.

Caro startupper, in questo periodo,pensa come un cammello, non come un unicorno.

I cammelli sono costruiti per sopravvivere in alcuni dei climi più difficili della terra. Sono resistenti e possono sopravvivere per molte settimane senza cibo o acqua, continuando a correre veloci quando necessario. Una crisi è il momento per i cammelli (senza perdere visioni ambiziose con grandi progetti e grandi numeri, le crisi passano).

Tu, startupper propriamente detto, per favore: sii sensibile al flusso di cassa, disponi l'organizzazione in maniera lean, crea un budget operativo realistico e conservativo, assicurati di non discostarti dallo stesso.

I possibili investitori vorranno vedere che gestisci i tuoi contanti con cautela e saggezza, non prendere per forza impegni finanziari a lungo termine e dimostra di saper tagliare le spese quando necessario.

E’ un buon punto di partenza se il tuo modello di business ha futuro tra gli scenari probabili.

As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


51 visualizzazioni

Kitzanos Soc. Coop. 

Piazza Martiri, 12

09124 Cagliari

__________________________________

Mail: info@kitzanos.com

Phone: +39  

___________________________

 

P.IVA: 03748590928

Capitale sociale: € 3.000 i.v.

Link utili

Downloads

> Press Kit

Seguici sui social

  • Facebook - Bianco Circle
  • Twitter - Bianco Circle
  • LinkedIn - Bianco Circle
  • Instagram - Bianco Circle

All rights reserved©2019 Kitzanos Soc. Coop.