• Nicola Pirina

Cos’ha realmente fermato la pandemia?

Sardegna, 28 aprile 2021

What does the world really need now?

Oggi è Sa die de sa Sardinia, celebriamo la sommossa dei vespri sardi.

Forse l’ultima volta in cui realmente il popolo sardo ha fatto valere la sua voce, un momento particolare in cui gli intellettuali insieme ai giuristi, agli appassionati di società ed al popolo si mossero per far valere giuste ragioni contro ingiustificate posizioni.

Queste riflessioni non puntano ad una rivendicazione storica, ma il fatto è interessante per la riflessione che segue e vale per la Sardegna come per altri territori del resto del mondo.

Da diversi mesi il pianeta soffre dal punto di vista sanitario, piange i suoi morti e l’economia patisce la più dura batosta che la letteratura ricordi, nel mentre le istituzioni cincischiano da veramente troppo tempo, arroccate nelle loro liturgie e balletti senza senso che le hanno definitivamente scollate dalla società, cioè questo periodo ha definitivamente reciso quel filo di legame che solo il popolo più tenace provava a mantenere in vita.

E’ reciso.

E’ quindi tutto da scrivere.

E’ questo il punto. Senza chiamare moti insurrezionali, al mondo oggi serve che la coscienza del Noi si risvegli per progettare ed attuare il cambiamento che serve, per correggere le storture create dal vecchio mondo, per favorire le nuove vie relazionali e produttive.

Solo che il mondo è silente, la società zitta, tutti hanno paura di tutti, nessuno che si ribelli neanche un pochino. Ma davvero la pandemia ha azzerato tutto e tutti?

Non servono oggi persone alla finestra, quanto piuttosto donne e uomini che hanno voglia di prendere in mano il proprio destino per costruire quello che serve.

Prego tutti di non difendersi dietro lo scudo della pandemia, non si è fermato tutto, andiamo incontro al prossimo per fare quello che dobbiamo, certo con tutte le cautele e le avvertenze che le problematiche sanitarie impongono.

Ma andiamo, è tutto da costruire e da far ripartire, non ci si può fermare, non fatevi bloccare dalla paura, il nuovo mondo non è ignoto.

Tutti continueranno a mangiare, speriamo meglio, meno ed in modo che mangino tutti.

Tutti continueranno a bere, facciamo in modo che i potabilizzatori funzionino e che ci sia acqua pulita per tutti e che circoli meno plastica.

Tutti continueranno a coltivare il proprio sport, i propri hobby, tutti vorranno viaggiare ed assaggiare il mondo, tutti avranno bisogno di nuove cure, assistenza e nuovi servizi.

Tutti avranno bisogno di nuova tecnologia di processo e di prodotto.

Tutti vorranno leggere ed usare al meglio le offerte che i media, tradizionali e non, ci vorranno proporre.

Tutti vogliono tornare a teatro, al cinema, a sentire i concerti e l’opera.

Il mondo non si è fermano e non si sono fermate le esigenze, i bisogni ed i desideri delle persone.

Tutti vogliono andare in montagna, campagna e mare, tutti vogliono rivedere le città d’arte.

Tutti vogliono abbracciare il prossimo.

Abbiamo forse smesso di avere bisogno di vestiti, scarpe e di utensili per la casa o gli uffici?

Non abbiamo più bisogno di pc ed elettrodomestici?

Non abbiamo più bisogno di biciclette?

Non nasceranno più imprese? Non ci sarà più bisogno di innovazione?


Cos’è che ci blocca?

La paura della paura?


Oggi il mondo ha bisogno di grandi idee, ha bisogno di nuove piccole (col cuore grande) aziende che pensano in gigante, la vera audacia e la forza della visione significano più che mai.

Per idee grandi intendo, ad esempio, eliminare la povertà dal mondo, eliminare la fame e la sete, che nessuno dorma più per strada abbandonato alla sorte ed al freddo.

Non tutto sulle spalle di una sola persona, di un solo benefattore, ma in una logica di sistema dove tutti si impegnano, ciascuno nel suo, ognuno il suo piccolo pezzo, ma tutti con forza verso le grandi direzioni di cui il mondo ha necessità impellente.

In quante centinaia di migliaia di ettari di terreno agricolo che vogliamo coltivare possiamo installare sistemi di irrigazione che riciclano l'acqua, in quanti ettari possiamo erigere alloggi sostenibili e modulari, scuole e cliniche? E quante persone ci potrebbero lavorare producendo alimenti, cultura, società e sostenibilità per molti più altri?

Questo è un esempio che, mutatis mutandis, può essere declinato aliunde.

Mille fronti per mille imprese, per una popolazione che vorrà imparare definitivamente che l’ambiente va rispettato, che i consumi possono essere modificati in meglio senza privarci di nulla né in termini qualitativi né qualitativi, che forse non abbiamo bisogno di così tanti accumuli di beni superflui e così via ...

Perseguiamo obiettivi grandi, audaci, anche se sembrano inizialmente perniciosi.

Una persona saggia, per immagini, diceva che anche dell’elefante poi fare fettine di prosciutto sottilissime e che a fetta a fetta riesci a mangiarlo tutto.

Ecco, scegliamo obiettivi ambiziosi.


Perché affrontare cose che la maggior parte delle persone riesce a malapena a vedere quando puoi fare milioni facendo meno e senza scomodare filosofia e storia?

Perchè una cosa non esclude l’altra e perché la seconda senza la prima sarebbe priva di effetti duraturi.

I problemi più complicati del mondo vengono risolti grazie all’interazione di molti a molti per molti. Questo è uno dei primi obiettivi della nuova imprenditorialità.

Le organizzazioni mediocri non possono portare a termine i grandi obiettivi, così come gli atleti mediocri non possono vincere le Olimpiadi.

Le persone che dirigono e lavorano in aziende di prospettiva invece vivono il tempo in modo diverso da quelle impegnate in attività meno ambiziose, perché i loro orizzonti si estendono fino a dove non si riesce più a vedere il destino né personale né aziendale.

Hanno senso di urgenza, hanno livelli di intensità inesorabili, perché l'unico modo per ottenere qualcosa di così grande è una concentrazione assolutamente ossessionata, travolgente, che inizia oggi e va avanti senza calendario, orologio, scadenze né altri impedimenti o adempimenti.


Ad oggi abbiamo ignorato invenzioni rivoluzionarie non supportate da piani concreti per l'implementazione su larga scala.

Forse la cosa più importante è trovare infinitamente affascinanti i problemi che si vogliono risolvere. L'audacia è alla base di ogni iniziativa d’impresa, la convinzione che dal nulla tirerai fuori qualcosa che renderà migliore la vita di qualcuno, di molti, di tutti o del maggior numero di persone.

Come vuoi ridurre la povertà? Come pensi di creare posti di lavoro? Come vuoi sviluppare nuovi prodotti e servizi?

Fallo. Fallo, te ne prego.

Una delle reali chiavi di volta del periodo che viviamo è sostenere gli imprenditori, le startup, le scaleup, le PMI ed i professionisti, solo così si uscirà dal guado che, ripeto, non ha blocchi insormontabili.

Gli imprenditori non solo creano posti di lavoro, ma cambiano il modo in cui i problemi possono essere affrontati e risolti. Nel mondo gli imprenditori sono quelli che stanno confezionando soluzioni sociali, vedono un problema, escogitano una soluzione locale e trovano un modo per renderla globale.

La pandemia non ha realmente fermato nulla, siamo spaventati e preoccupati ed è giusto che lo siamo. Ma il mondo ha davvero bisogno di Noi tutti per andare avanti.


Serve una nuova coscienza sociale del Noi.

Alziamoci e facciamo quello che deve essere fatto.

A prescindere da tutto e da tutti, trasgredendo le regole se necessario.

La storia ci darà ragione.

Inutile spiegare le cose nuove con gli schemi vecchi.

Fateci provare, peggio del passato non faremo, siamo più responsabili, ci avete costretto ad esserlo.


W la vita sempre.

As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


ps -> la foto è la vista della nostra nuova sede, ci siamo trasferiti in via Sassari n. 77, sempre a Cagliari.


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