• Nicola Pirina

Da prima di Marshall alla von der Leyen. Oltre 75 anni di piani e agenzie.

Sardegna, 27 Maggio 2021

Il Piano Marshall (originariamente European Recovery Program), trai primi atti di politica economica internazionale del secondo dopoguerra, annunciato nel 1947, aveva uno stanziamento di oltre 12,7 miliardi di dollari. Era stato programmato per terminare alla fine del 1953.

E doveva (anche) arginare il pericolo comunista.

Il Next Generation EU (già Recovery Plan), approvato nel luglio 2020, vincolato al bilancio UE 21/27, porta seco un pacchetto di aiuti da 1824,3 miliardi di euro, parte sovvenzioni, parte prestiti di lunga durata che dovrebbero essere rimborsati entro il 2058, il 70% deve essere impegnato nel 2021 e 2022, la porzione rimanente nel 2023.

Oltre ai miliardi previsti per l’Italia dallo stesso, il Piano per il belpaese comprende altri molti miliardi di React Eu ed altrettanti del Just Transition Fund.


Siamo salvi, staremo meglio. Tutto si sistemerà.

Forse.

Questa riflessione è talmente tanto lapalissiana che potrei fermarmi qui.

Ma facciamo anche un piccolo excursus.

Perchè in Italia, trai due macro piani di ricostruzione e salvataggio è passata molta altra acqua sotto i ponti.


L'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), ente pubblico economico, istituito nel ‘33, ampliò progressivamente i suoi orizzonti diventando il perno, la sorgente ed il fulcro dell'intervento pubblico nell'economia italiana. E non solo. È stato a suo tempo una delle più grandi aziende non petrolifere del mondo.

Siamo salvi, staremo meglio. Tutto si sistemerà.

Forse.

Subito dopo lo scandalo delle .com chiude battenti nel 2002.


La Cassa per il Mezzogiorno, ente pubblico creato per finanziare iniziative industriali per lo sviluppo economico del meridione, istituito nel ‘50, originariamente con 10 anni di orizzonte, più volte prorogato.

Siamo salvi, staremo meglio. Tutto si sistemerà.

Forse.

Venne soppressa nel 1984 e sostituita dall'Agenzia per la promozione e lo sviluppo del Mezzogiorno nell’86.

Siamo salvi, staremo meglio. Tutto si sistemerà.

Forse.

Quest’ultima agenzia venne poi soppressa a sua volta nel ‘92 con decorrenza dal ‘93.


GEPI (Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali), finanziaria pubblica per il salvataggio, la ristrutturazione e la successiva vendita delle aziende private in difficoltà, nasce nel ‘71 per coagulare l’allora dispersione (dicevano) degli interventi statali nell’economia. Nell’87 diventa Italia Investimenti (Itainvest) da cui poi si gemmarono (a valle delle acquisizioni di IG Imprenditoria giovanile, InSud promozione e sviluppo imprese turistiche e termali, Ribs risanamento agroindustriale, ENI Sud, Finagra promozione agroalimentare) Italia Lavoro (per le politiche attive del lavoro) e nel ‘99 Sviluppo Italia (per la creazione di nuova impresa e per la gestione di finanziamenti).

Dal 2008 assume la denominazione di Invitalia, oggi agenzia governativa partecipata al 100% dal Ministero dell'economia e delle finanze.

Siamo salvi, staremo meglio. Tutto si sistemerà.

Forse.


Le Agenzie fiscali sono 4 (Entrate, Demanio, Dogane e Monopoli, Riscossione), hanno funzioni tecnico-operative al servizio del Ministero.

Qui non riesco neanche a dire sarcasticamente siamo salvi, staremo meglio.

No. Proprio non ci riesco.


Escludendo organi costituzionali ed amministrazioni maggiori, senza pretesa di esaustività, per essere più esplicito ed andando a memoria mentre scrivo:

Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni.

Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture.

Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Istituto Nazionale di Statistica.

Unione Italiana delle Camere di Commercio Industria.

Accademia Nazionale dei Lincei.

Aero Club d'Italia.

Agenzia Italiana del Farmaco.

Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.

Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie.

Agenzia Nazionale per le Politiche attive del lavoro.

Agenzia per l’Italia Digitale.

Agenzia per la Coesione Territoriale Agenzia per la Cooperazione e lo Sviluppo.

Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.

Agenzia per le erogazioni in agricoltura.

Agenzia dei trasporti terrestri e delle infrastrutture.

Agenzia per la protezione dell’ambiente e dei servizi tecnici.

Automobile Club d’Italia.

Centro di supporto e sperimentazione navale.

Centro interforze studi applicazioni militari.

Club Alpino Italiano.

Consiglio di Stato Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.

Ente Nazionale Aviazione Civile.

Ente strumentale della Croce Rossa.

Enti Parco nazionali.

Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Istituto nazionale assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Istituto nazionale di previdenza sociale.

Agenzia industrie difesa.

Agenzia per le normative ed i controlli tecnici.

Agenzia per la proprietà industriale.

Agenzia per le comunicazioni.

Agenzia di protezione civile.

GAL.

GAC.

FLAG.

Unioni di comuni.

Distretti rurali.

Zone di espansione speciali.

Siamo salvi, staremo meglio. Tutto si sistemerà.

Forse.


Piccola parentesi.

Tra le prime leggi che hanno erogato aiuti di stato a fondo perduto ci sono state la arcinota 488/92 e la 215/92, entrambe gestite dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Seguirono quelle regionali.

Siamo salvi, staremo meglio. Tutto si sistemerà.

Forse.

Hanno subito nel corso del tempo forti modificazioni fino a non essere più finanziate a causa delle nuove metodologie di finanziamento approvate dall’Unione Europea.


Torniamo ai giorni nostri, torniamo al Next Generation EU.

E’ costituito da 6 missioni, che a loro volta raggruppano 16 componenti in cui si concentrano 48 linee di intervento, con progetti selezionati privilegiando quelli trasformativi e con maggiore impatto su economia, lavoro e riforme a essi coerenti.

46,3 miliardi destinati alla missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, che salgono a 59 miliardi considerando anche i fondi della programmazione di bilancio. La missione con il più ampio stanziamento di risorse è quella legata alla rivoluzione verde e transizione ecologica, alla quale sarà destinato più del 31% dell’ammontare complessivo del Piano. La terza missione si concretizza in due componenti: alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale, intermodalità e logistica integrata. Oltre 28 miliardi di euro, che salgono a 34,04 con i fondi di sviluppo e di programmazione di bilancio, la quarta missione è focalizzata sulle generazioni future e si concretizza in due componenti: potenziamento delle competenze e diritto allo studio, dalla ricerca all’impresa. La missione inclusione e coesione prevede un impegno di 27,6 miliardi cui si aggiungono oltre 55 miliardi della programmazione di bilancio 2021-2026, è centrata su tre componenti: politiche per il lavoro, infrastrutture sociali, interventi speciali di coesione territoriale. 20,7 miliardi vengono destinati a rafforzare il nostro sistema sanitario, intervenendo su due direttrici: lo sviluppo di una rete territoriale sempre più vicina alle persone e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del SSN.

Una quantità inenarrabile di miliardi, dove serve, da spendere (non solo impegnare) a data certa vicina. Nessuna lotteria al mondo è più vantaggiosa.

Già, ma chi ha il monopolio? Chi stacca i biglietti?


Siamo salvi? Staremo meglio? Tutto si sistemerà?

La pentola bucata è di nuovo sul fuoco?

Abbiamo davanti l’ennesima stagione di possibilità ed opportunità.

Abbiamo un passato non trascurabile.

Saremo in gradi di disilluderci da soli per l’ennesima volta?

Si apre una nuova stagione per chi la saprà vivere con energia.

Non mancheranno le sorprese.

Prepariamoci.


As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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