Dall’idea alla pratica: IdeAction il progetto per diffondere nelle scuole la voglia di fare impresa

Da gennaio a maggio Consorzio UNO e Kitzanos saranno impegnati in un progetto di disseminazione, finanziato dalla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, che coinvolge oltre 600 studenti di 15 istituti superiori. L’obiettivo è creare gli imprenditori del domani investendo su formazione e consapevolezza.




L’impegno è ambizioso sia nei numeri – 602 partecipanti di 41 classi, appartenenti a 15 istituti dell’isola – sia negli obiettivi: dare agli studenti i mezzi, teorici e pratici, per fare impresa. “IdeAction, strumenti e conoscenze per la tua impresa” è la nuova iniziativa di disseminazione pensata per diffondere la cultura imprenditoriale nelle scuole. Il progetto, interamente finanziato dalla Camera di Commercio di Cagliari – Oristano, è organizzato dal Consorzio UNO con la partecipazione attiva di Kitzanos a cui è affidata la formazione teorica e applicativa dei ragazzi e delle ragazze.

«Per noi – spiega Nicola Pirina CEO di Kitzanos - la responsabilità sociale d’impresa è un fatto, non una semplice etichetta o un contenuto da mostrare sul nostro sito. Perciò ogni volta che possiamo proficuamente restituire al territorio quello che abbiamo acquisito in termini di conoscenze e di esperienze lo facciamo volentieri. L’iniziativa è in linea con i nostri valori sociali e con la nostra missione aziendale: siamo uno startup studio, un’azienda che crea aziende, per cui la disseminazione è una fase fondamentale».

L’attività coinvolge le classi del triennio (IIIª-IVª-Vª) delle scuole di: Oristano (Liceo Mariano IV, Liceo De Castro, Liceo Croce, Professionale Meloni, Tecnico Mossa, Tecnico Othoca), Cagliari (Professionale Azuni), Decimomannu (Tecnico Mattei), Villaputzu (Professionale Dessì), Guspini (Tecnico Buonarroti), Quartu Sant’Elena (Tecnico Levi), Isili (Tecnico Zappa- Pitagora), Seui (Liceo Farci), Iglesias (Liceo Asproni) e Villacidro (Liceo Piga).

«I ragazzi – evidenzia ancora Pirina - frequentano una scuola che è identica a quella nostra; il sistema dell’istruzione ti insegna soprattutto a viaggiare su un binario, inculca il valore del conosciuto. Personalmente spero che questi confronti accendano la curiosità e stimolino la creatività, nella consapevolezza che vi sono mille modi di fare lavoro. Insomma uno strumento di lettura aggiuntivo della realtà e delle opportunità».

Il percorso è articolato in quattro moduli tra gennaio e maggio. Il primo, iniziato lo scorso venerdì (28 gennaio -ndr), aveva come titolo “Fare impresa oggi nell’era del Next Generation EU”.

I successivi affronteranno temi altrettanto importanti: “Dall’idea al mercato: dai processi aziendali a quelli produttivi” (Modulo 2); “Comunicare il proprio business” (MODULO 3); “Modellazione del business e strumenti di progettazione d’impresa” (MODULO 4). Gli incontri, stante l’emergenza sanitaria, si svolgono online.

«La prima giornata – racconta Francesco Asquer direttore generale di Consorzio UNO – è stata estremamente positiva sia in termini di partecipazione, sia sotto il profilo della varietà e della ricchezza di sensibilità sull’argomento. Innanzitutto mi preme sottolineare che le nuove tecnologie e, nello specifico, la controversa Didattica a Distanza ha permesso una cosa difficilmente realizzabile in presenza, 600 e più studenti di tantissimi istituti che possono ragionare su un tema così importante come l’impresa e farlo in contemporanea».

Tutte le azioni messe in campo intendono motivare gli studenti e le studentesse a sviluppare e concretizzare i progetti, maturando una visione realistica nel passaggio dal pensiero all’azione.

Questa seconda parte del percorso riguarderà un gruppo di alunni particolarmente motivato (un team per ciascuna scuola formato da 5-8 componenti) che intende mettersi in gioco nella simulazione d’impresa attraverso laboratori guidati. I gruppi saranno affiancati inizialmente da un tutor interno e, se ammessi alla fase successiva, proseguiranno con un formatore esperto esterno alla scuola. «La base di partenza – afferma ancora Asquer – è molto buona. C’è curiosità sul tema anche se debbo constatare che l’oggetto impresa è pressoché sconosciuto persino negli indirizzi scolastici più affini come quelli tecnici. Tuttavia ciò presenta pure vantaggi evidenti perché ci consente di agire con maggiore incisività non obbligandoci magari a eliminare concetti errati già radicati. Personalmente, inoltre, ho potuto verificare che vi è grande voglia di fare impresa, buona parte degli studenti che hanno iniziato questo percorso vorrebbe infatti avviare una propria attività».

Alla commissione di valutazione (composta anche questa da esperti) spetterà il compito di proclamare l’idea progettuale migliore. La chiusura è prevista per il 19 maggio prossimo.

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