• Nicola Pirina

Di necessità virtù. Con un occhio alla storia ed uno alla luna. Ed un pensiero in cielo.

Cagliari, 20 ottobre 2020


Di necessità virtù. Con un occhio alla storia ed uno alla luna.

[Ed un pensiero in cielo. Ciao Fratello fragile. Gloria al Padre.]



L'innovazione ha accompagnato l’umanità nel corso della storia, variamente declinata o compresa è stata sempre preziosa per sopravvivere o migliorare la qualità della vita. Sforzi di innovazione continua hanno, neanche tanto silenziosamente, trasformato il mondo, tutte le principali ondate di cambiamento derivavano da innovazione, a partire da quella di pensiero.

I leader politici e religiosi nonché i dirigenti globali ne sottolineano l'importanza, ma in pochi esprimono soddisfazione per le proprie prestazioni di innovazione e, infatti, noi comuni mortali aneliamo ad un cambiamento sostanziale e continuo, sostenibile ed equo.

In pochi, peraltro, perseguono l'innovazione per sfidare i mali sociali derivanti dai divari economici, digitali e (soprattutto) storici.

Sempre e solo creazione di un maggiore valore economico, un migliore vantaggio competitivo delle aziende. Punto.

Ma l’obiettivo finale non dovrebbe essere la creazione di un futuro migliore?

Innanzitutto di avere un futuro tutti?

Un futuro intelligente, predittivo, adattivo e agile. Almeno. Tutti però.


Intelligente, già. Intelligente.

Ma non è che anche questo termine, come la stessa innovazione oggi e sviluppo locale ieri, sono termini abusati, mal centrati e peggio compresi rispetto ai contesti ed alle situazioni?

Oggi, ad esempio, tutto è definito smart (device, auto, case, infrastrutture, città, paesi, etc., all’infinito), laddove viceversa, perché naturalmente inglobati nelle sue migliori applicazioni, bisognerebbe includere i concetti di speranza ed aspirazione, di prospettiva e cultura, di ambiente ed i diversi sistemi di valoriali.

Il futuro intelligente dovrebbe essere il luogo ed il tempo in cui l'innovazione aiuta a sviluppare soluzioni sostenibili per problemi complessi al fine di garantire un ambiente umano, solidale ed altruista.

In un futuro, così intelligente, le persone potrebbero perseguire più liberamente le opportunità di imparare e crescere, essere impegnate in buone relazioni, essere felici con la comunità ed il luogo di lavoro, avere uno stile di vita confortevole e sano, con risorse finanziarie adeguate.

Creare un futuro, così intelligente, richiede molto di più che semplici gadget, eventi, festival, finte reti associative o tecnologie avanzate, strategie di convergenza e supporto dei governi. Richiede cultura del pensiero ed un tessuto di innovazioni morbide che possano nutrire un futuro ambizioso, dove giustizia sociale, stato di diritto, trasparenza, responsabilità, ambiente, saggezza collettiva, coesione delle persone, visioni e obiettivi condivisi sono il pane quotidiano.


In senso lato innovazione è sinonimo di cambiamento. Il cambiamento può essere dovuto a fenomeni naturali, al design intenzionale dell'ingegno umano o agli sforzi collaborativi degli individui e così via. Le scoperte scientifiche, i progressi tecnologici, le idee ispiratrici, che motivano le masse, sono tutti cambiamenti che sono spesso i risultati dell'innovazione. Tuttavia, molte innovazioni non vedono mai la luce del giorno. Molti nuovi sviluppi scientifici e scientifici possono contribuire al corpo di conoscenza esistente ma potrebbero non essere economicamente fattibili per l'effettiva implementazione.

Quindi, l'enfasi strategica si deve spostare su come fare le cose giuste e, con l'avvento dell'era digitale, il luogo dell'innovazione si è espanso oltre i confini delle organizzazioni, verso comunità globali di open innovation, per la co-innovazione e co-creazione di valore, luoghi in cui organizzazioni libere sviluppano ecosistemi per valutare e far convergere le idee che vengono generate attraverso tutte le fonti utili.

I nodi e gli archi delle reti di reti diventano pertanto i sensori di innovazione intelligente che generano un flusso continuo di idee senza confini di spazio e tempo, sviluppano ampi pool di competenze, condividendo analisi dei dati supportate dall'IT creano una nuova cultura dell'innovazione e progettano un filtro di convergenza tacito, basato sulle conoscenze, che sia unico e difficilmente replicabile altrimenti.

L’innovazione non è un'attività oneshot, ma un processo di sforzi senza fine per lo sviluppo di un vantaggio competitivo sociale che sia sostenibile.

Creare un futuro intelligente è molto più che essere intelligenti nel futuro in cui le persone si preparano per i possibili scenari per affrontare meglio le sfide. Gli sforzi per creare un futuro intelligente richiedono idee innovative per sfruttare la connettività digitale onnipresente, la conoscenza umana e l’imprenditorialità. Pertanto, un futuro intelligente è dove le persone possono perseguire liberamente il proprio benessere ed essere ottimiste sul proprio futuro.

E’ possibile, basta crederci, basta farlo.


Ci sono numerose sfide sociali in ogni società, dai conflitti dovuti a differenze etniche, culturali e politiche, al decadimento dei centri urbani, all'aumento del tasso di criminalità, al deterioramento delle condizioni ambientali, alla carenza di posti di lavoro et similia.

Questi problemi non possono essere risolti dai soli governi.

La maggior parte dei mali del mondo oggi derivano dai grandi divari economici, digitali e oggettivi (territoriali).

Il divario economico, sempre più ampio tra chi non ha e chi ha, ha creato molti dei problemi sociali che oggi ci soverchiano. Il divario digitale è solo distinguere semplicemente coloro che hanno accesso alle informazioni attraverso i loro dispositivi e coloro che non lo hanno. In molte regioni del mondo, infine, le persone semplicemente non condividono le stesse visioni o obiettivi.

Questi sono i primi compiti dell’innovazione intelligente in un futuro prossimo ed intelligente a sua volta.


Quali i requisiti essenziali per provarci?

Persone, leaders, infrastrutture, industrie, sistemi sanitari ed educativi, luoghi di vita - lavoro e mobilità - logistica, matching tra talento umano e lavoro, ambiente e nuovi processi decisionali.


Persone intelligenti, ben istruite e formate. Il 90 % della conoscenza che abbiamo oggi è stata creata negli ultimi 7 anni, il 90% dei dati che abbiamo oggi è stato creato nell’ultimo anno o poco più. Abbiamo bisogno di persone che possano contribuire alla creazione di nuove conoscenze e che siano in grado di utilizzare le nuove innovazioni.

I leader efficaci non possono essere solo decisori dotati di personalità carismatiche e buoni comunicatori, devono essere in grado di co-creare una visione e obiettivi condivisi con gli altri per saggezza e disciplina collettive.

Il graduale passaggio alla logica del servizio dominante nelle economie avanzate sta costringendo le imprese a creare valore aggiunto combinando prodotti con servizi unici, embeddando il proprio core business nel servizio stesso.

Le persone sono più produttive quando usano i loro talenti nel loro lavoro. La corrispondenza tra talento umano e posti di lavoro potrebbe essere il principale contributo alla ripresa economica ed al senso di realizzazione e felicità delle persone.

Concentriamoci sull'efficacia senza trascurare l’efficienza.

Una delle principali minacce per il futuro intelligente è il deterioramento dell'ambiente. Il mondo ha bisogno di ripulire l'ambiente e contemporaneamente adottare nuove misure proattive per prevenire ulteriori disastri.

I processi decisionali convenzionali presuppongono che il problema in esame sia ben definito e le variabili associate siano note. L'ambiente decisionale, però, è per sua natura fluido, così possono esserlo gli obiettivi, le variabili e le relazioni.

E così via, mi fermo se no vi annoio.

Tanto avete compreso il ragionamento.


Andiamo oltre gli attuali orizzonti dell’immaginario, il mondo è cambiato e continuerà a farlo, ha bisogno della determinazione collettiva e della saggezza delle persone per passare dal probabile all’immaginabile.

Il futuro intelligente è un obiettivo ambizioso per la maggior parte delle persone e della società. Tuttavia, non è un futuro immaginario ma alla portata delle nostre possibilità, specialmente nell'era digitale. Per creare un futuro intelligente, le persone devono fissare obiettivi ambiziosi, pensare oltre l'ovvio e lavorare collettivamente, collaborando per il bene dell'intera società.


La gestione dell'innovazione si evolverà in un processo più interattivo che iterativo, attraverso i confini delle aziende, poiché le comunità degli interessati lavorano già insieme per creare il nuovo, a prescindere da chi è l’attuale datore di lavoro.

L'innovazione dei modelli di business diventerà importante quanto e più della stessa innovazione tecnologica. Le aziende oggi spendono molti milioni in ricerca ma raramente investono denaro o tempo nell'esplorazione di modelli di business alternativi per commercializzare tali scoperte. Ironico, no?

Dobbiamo poi imparare a padroneggiare l'arte e la scienza dell'innovazione nelle economie guidate dai servizi.

Le persone sono al centro. Il valore è l'esperienza delle persone nell’utilizzo del servizio.

La sfida principale, infine, è reclutare i migliori talenti con le competenze giuste per il posto giusto nel momento giusto. Roba da chirurghi.


Chiudo.

Gli innovatori devono imparare anche a dire di no.

A se stessi, alle perdite di tempo, ai presunti consulenti, ai capitani d’azienda, ai pirati ed ai bracconieri (tanti e all’apparenza innocui) ed ai fondi.

Non vale tutto sempre in ogni circostanza.

Resistere per crescere, la libertà ha un prezzo. Bisogna essere disposti a pagarlo.


As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


ps -> avrei voluto che questo ed i precedenti mio fratello potesse ascoltarli dal vivo, mi sarebbe piaciuto confrontarmi … a lui piacevano tanto gli scenari e le strategie, era un buon coach, era una penna seria … vivo per due, scrivo per due, lavoro per due, aiuto per due ... almeno ci provo ...


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