• Nicola Pirina

Game changers. Tra mito e realtà. E necessità sociali.

Sardegna, 9 dicembre 2020

Ferdinand Porsche, classe 1875, ingegnere ed imprenditore austriaco, naturalizzato tedesco, non è arrivato senza sacrifici né critiche a fondare la casa automobilistica che porta oggi il suo cognome, altrettante fatiche gli costò la creazione del celebre Maggiolino, da cui nascerà la Volkswagen.

Che siate o meno appassionati alla storia dell’automotive, ha cambiato la storia del mondo, almeno la parte di sua competenza, seguendo solo la sua passione.

Fu decisamente uno che cambiò le regole del gioco.

Compagnia elettrica e carrozze per i reali agli inizi. Poi presentò il primo veicolo ibrido a trazione integrale della storia. Aveva 25 anni e non era ancora laureato. A 31 anni progetta un veicolo che raggiunge 140 km/h, poi nel 1931 fonda lo studio di ingegneria Porsche.


Rudolf Diesel avrebbe a sua volta trasformato l'economia globale. Ma non lo sapeva.

Faceva industria e voleva fare solo quello perchè solo quello vedeva.

Storia altrettanto particolare ed istruttiva. Come altre in letteratura.

Avevano sfidato le convenzioni e cercato di fare le cose in modo diverso.

L’innovazione è sempre un tempo pieno di lotta alla stupidità ed alla gelosia, all’inerzia ed al veleno, alla resistenza furtiva, un tempo spaventoso passato a combattere con le persone, un martirio da superare, anche se l'invenzione è un successo (cit. mio mentor).


I tempi non sono cambiati, benché l’innovazione sia quasi universalmente accolta come un obiettivo desiderabile.

Nel 1900, un americano, in media, iniziava a lavorare a 14 anni, trascorreva il 25% della sua vita in un lavoro massacrante e moriva all'età di 47 anni. Oggi, il suo equivalente moderno trascorre metà del suo tempo tra istruzione e in pensione, lavora il 15% delle sue ore sulla terra e muore in media dopo gli 80 anni.

Questo cambiamento è quasi interamente dovuto al meraviglioso potere dell'innovazione. Davvero è difficile da spiegare ed accettare?

E allora, perché il consenso è sempre soffocato e passano solo i mainstream dei sempre soliti noti?


Le persone. Le loro gambe e la loro schiena. La loro pazienza e lungimiranza.

La forza d’animo e la Fede.

La loro competenza, esperienza, preparazione e voglia di apprendimento continuo.

La differenza sta sempre e solo nelle persone, a pari bontà di innovazione, la differenza sta solo nelle persone e nella loro capacità di circondarsi di positività e consenso, di compagni di viaggio all’altezza del sogno da realizzare.

Questo delinea i game changers.


L'innovazione è tipicamente fortuita, ma inesorabile, mai figlia di un istante, sempre frutto di migliaia di esperimenti per tentativi ed errori.

Gutenberg ha inventato la macchina da stampa, ma Lutero ha innovato l’utilizzo.

Spesso gli investimenti in tecnologia riflettono la bizzarria dei desideri dei ricchi e dei potenti piuttosto che le oggettive esigenze del mondo reale della società.

La libertà di esprimere opinioni ed esperimenti controintuitivi è vitale, ma lo è anche la libertà dall’interferenza e dalla regolamentazione del governo quando miopi e castranti.

Internet è la casa della rivoluzione dell'innovazione.

Deve essere democratica ed etica.

Non possiamo permettere che nuovi oligopolisti prendano semplicemente il posto dei precedenti oligopolisti.

Thiel affermò che vivevamo in un mondo in cui i bit non erano regolamentati e gli atomi erano regolamentati. Ciò spiega la crescita fenomenale dell'industria ICT e la lentezza dello sviluppo di farmaci, ad esempio.

Ma la vita reale è più complicata della teoria.

La sfida è insita nel modo migliore per proteggere gli interessi sociali vitali senza soffocare le possibilità di cambiamento.

Sarà una delle sfide più difficili e impegnative dei nostri tempi.

Specie post pandemia … chissà se ci sarà un post definitivo, poi ....


Definiamo sempre nuove categorie, delineiamo desideri critici insoddisfatti, miriamo a situazioni che sembrano impossibili o irrealizzabili poco prima della loro introduzione, non scartiamo mai opportunità apparentemente impraticabili o irrealizzabili, prestiamo attenzione ai modi con cui possiamo incidere sulle regole di interazione coi clienti e fornitori.

AI, AR, VR, chatbot e cloud sono i trendsetter nell'innovazione digitale, insieme ad analisi predittive basate sul deep learning.

Sforziamoci di prevedere possibili futuri sulla base di dati storici. What if?


As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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