• Nicola Pirina

Il primo amore non si scorda mai.

Cagliari, 1 ottobre 2020


Vorrei che i territori apprendessero, sempre.

Vorrei veramente che almeno la Sardegna diventasse un territorio che continuamente impara e migliora.

Così anche il suo popolo e gli amici, quelli veri, che la rispettano e che la vogliono abitare e vivere come scelta di vita.



Riflettevo sul cos'è oggi un territorio in via di sviluppo o una località emergente.

E’ forse un insieme sociale materiale ed immateriale che ha riscoperto il piacere di sognare in grande ed inseguire una visione collettiva?

Oppure quello che gli indicatori scientifici indicano o i sistemi, che tutto opacizzano, scelgono per i loro affari?


Proviamo a fare un ragionamento.

Cosa realmente può sostenere l’insieme sociale di cui sopra e provare a competere col sistema che tutto opacizza?

Porsi in logica di cambiamento permanente, essere sempre più agili, rapidi e veloci nella frontiera dell’innovazione. E generarla senza aspettare niente e nessuno, dopo aver sapientemente indagati i mercati cui ci si vuol rivolgere.

E’ lì che si clusterizza la visione collettiva, è lì che c’è la soddisfazione personale e lavorativa, è lì che si genera il futuro di cui si ha necessità. Oggi.

L'innovazione, infatti ed a differenza di quello che i più possono pensare, può fare la differenza sia nell'affrontare sfide urgenti per lo sviluppo tradizionalmente inteso (come fornire accesso all'acqua potabile, eradicare malattie trascurate o ridurre la fame), sia nelle fasi intermedie, sia in quelle più evolute.

Dove vorrei traghettare la Sardegna. A partire dalla nostra Kitzanos.


Sono necessari sforzi di ricerca sostanziali per trovare soluzioni che affrontino le nuove sfide globali. Per questo parte rilevante del nostro lavoro in Kitzanos si basa su ricerca e sviluppo continui.


Una delle lezioni importanti degli ultimi tre decenni è stata focalizzare il ruolo centrale dell'innovazione nello sviluppo economico.

Chi lo ha riconosciuto ed ha compreso che l'innovazione non è solo quella dei prodotti ad alta tecnologia, ha costruito per tempo le basi e le prime fasi dei processi endogeni di sviluppo, aprendosi anche a quelli esogeni in corsa, evidenziando una grande capacità di apprendimento ex ante, in itinere ed ex post, rendendo il processo di apprendimento permanente.

Sebbene l'innovazione sia importante in tutte le fasi dello sviluppo, i diversi tipi di

l'innovazione giocano ruoli diversi nelle varie fasi.

A ciascuno, a casa sua, la corretta interpretazione.

Incrementale, tech, dematerializzata, dirompente, social, in R&D, and so on.

Whatever, basta che lo facciate.

Il fattore di competitività territoriale starà poi nella capacità di apprendimento continuo nel caso in cui siate riusciti a sviluppare innovazione reale.

Chi non sposta sempre l’asticella verso l’alto ha perso in partenza, rimarrà in via di sviluppo, nuts, regioni obiettivo, sud del mondo, resto del mondo, poveri, terzo mondo, LDCs, emergente a vita, PIGS e così via … come quei campioni delle sport che rimangono le eterne promesse. Li troveremo poi ubriachi al bar dalla mattina presto.


E better governance, mi raccomando, innovazione fa rima con inclusione, perché sono intimamente connesse. L’innovazione riduce i divari. Specie quella frugale.

Non si può più seguire solo la strada di presunte politiche redistributive o quelle degli aiuti internazionali.

I territori e le loro popolazioni si rendano attraenti sviluppando e facilitando imprenditorialità di base e innovativa.

C'è più spesso valore nel locale che altrove perché c’è voglia di riscatto.

Un aumento del numero di aziende probabilmente accresce gli investimenti in ricerca e sviluppo creando tante isole (inizialmente, poi nodi) di eccellenza in rete tra di loro.


Gli sviluppi auspicati pongono due sfide ai territori che intendono innovare, andare oltre le mere capacità tecniche e sviluppare una profonda comprensione degli ambienti umani prima ed aziendali poi.

Fino a poco tempo fa la R&D interno era concepito come un asset strategico, solo le grandi aziende con risorse significative erano in grado di competere. Ora non più né solo loro. Alcune delle grandi aziende si sono rese conto che alcuni dei loro risultati, pur essendo molto brillanti, non sarebbero stati utili. Altri progetti di ricerca sono stati abbandonati.

Ma, per i più vispi, non esiste il cimitero delle idee né delle startup, i vari risultati vengono captati da nuove aziende e diventano redditizie per i nuovi capitani coraggiosi, che le mettono nel mercato secondo innovate declinazioni ed interpretazioni.


L'open innovation, ad esempio, combina idee esterne ed esterne per creare nuove strutture e nuovi sistemi operativi, per definire nuovi modelli di business.

Innovazione aperta e sviluppo locale. Perché no?

A livello locale, stiamo diventando più consapevoli della necessità di definire modelli di business che ci permettano di collegare le attività tecniche (R&D o produzione) con le attività commerciali durante tutto il processo di innovazione, trattenendo così una parte del valore generato a livello locale.

I territori possono imparare qualcosa e agire ispirandosi al paradigma dell'open innovation? Sì, infatti recentemente è stata esplorata la strada verso l'innovazione applicata allo sviluppo economico locale. Forse suggerire che azienda = territorio e R&D = ricchezza locale può sembrare una capriola, ma è chiaro che alcuni territori, le loro amministrazioni locali, la loro rete imprenditoriale e la società civile hanno già iniziato questo percorso.

Agiscono sulla base della quadruplice elica, collaborano per definire strategie per la creazione di valore e proiezione internazionale, hanno adottato modelli di intelligence nella gestione dei dati generati dall'attività economica, si sono già presi cura del loro talento locale e delle loro classi creative, hanno cercato fonti di finanziamento alternative ai tradizionali, più agili, cercano il coinvolgimento del finanziatore nel progetto, hanno un chiaro focus sull'economia sociale, collaborativa e sul finanziamento collettivo, hanno agito preoccupandosi del reale impatto della loro attività di ricerca anche al fine di evitare la death valley tra il mondo accademico e il mercato (su cui un mare di soldi ogni anno viene sperperato).


L'iniziativa di cittadini e degli imprenditori è in grado di rispondere agli effetti negativi della crisi economica e delle carenze strutturali della società. Pertanto, le politiche di sviluppo economico locale di maggior successo sono quelle in grado di canalizzare e facilitare queste iniziative dei cittadini accogliendole, finanziandole e diffondendole.

“La base per lo sviluppo è il capacità di individui, organizzazioni e società di migliorare ciò che stanno attualmente facendo", diceva un saggio.

Il primo di questi contesti è l'innovazione che avviene all'interno di reti di prodotto peer-to-peer, innovazione aperta o orizzontale, user driven, trascende i confini organizzativi e di localizzazione, facendo affidamento invece sulla connettività digitale per collegare i partecipanti al processo di innovazione in luoghi diversi.

L'innovazione si verifica al di fuori di strutture formali come aziende o unità di ricerca, accade più frequentemente in contesti basati sulla comunità, tra reti informali e semi-formali di attori.

L'innovazione può comportare la creazione da zero, l'adattamento o la modifica significativa di una creazione esistente, o introdurre nella società un nuovo e migliorato approccio, dispositivo, ecc. Può comportare un singolo ma radicale miglioramento o una serie di miglioramenti più piccoli e graduali, miglioramenti che portano ad un approccio significativamente migliorato nel tempo, differisce dall'invenzione in quanto non si riferisce semplicemente al creazione del nuovo approccio o cosa ma anche al suo utilizzo, se nessuno oltre all'inventore lo utilizza, non è considerato un'innovazione.


L'innovazione locale può anche essere pensata come innovazione vernacolare, così come nel caso di risorse povere e comunità sottosviluppate.

Le innovazioni locali nascono tipicamente dalla necessità quando una persona o un gruppo incontra un bisogno o un un'opportunità così convincente che sentono che vale la pena mettere da parte la loro routine quotidiana e concentrarsi sullo sviluppo di una soluzione. Perché l'innovazione è sviluppata da qualcuno con un conoscenza intima del bisogno, che spesso inizia a sviluppare una soluzione per sé o per sé familiari e vicini.


Basta ben comprendere qual è o quale può essere la propria posizione nel mondo rispetto alla propria scala di valori.


As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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