• Nicola Pirina

Imprenditori e territori.

Cagliari, 28 settembre 2020



Le politiche territoriali per l'imprenditorialità gradualmente dovrebbero evolvere, orientandosi ad una transizione che dall'aumento qualitativo passi a quello qualitativo, diventando pertanto politiche economiche imprenditoriali prima di approcciare gli ecosistemi esistenti (ed ancor di più nel caso siano costituendi).

L'imprenditorialità non deve essere vista quale esternalità delle policies, gli stessi imprenditori infatti sono attori insostituibili nella creazione e nel mantenimento di ecosistemi sani e sostenibili.

Molte politiche territoriali hanno mirato ad un indiscriminato e spesso illogico sostegno alle PMI trascurando spesso l’importanza della soggettività degli imprenditori negli ecosistemi destinatari degli interventi.

Sono gli imprenditori il vero perno per sostenibili crescite economiche.

I migliori visionari sono infatti imprenditori che con grande ambizione hanno maggiori probabilità di avere risultati, di portare innovazione, di internazionalizzare.


L’importanza dell'imprenditorialità, poi, sta oggi anche nell'esame di come i sistemi economici locali influenzano le catene della creazione di valore.

La prospettiva economica da tempo si è ridotta al controllo della misura in cui funzionano i mercati in modo ottimale, al fine di raggiungere la massima efficienza (allocativa).

Cosa praticamente impossibile a meno che il tutto non sia preceduto da un’intelligente azione di market design e sia sostenuto in maniera robusta da intelligenza artificiale.

Cioè se a monte ci fosse una intelligente azione di progettazione degli interventi non ci troveremo a dover rincorrere i cosiddetti fallimenti di mercato, guasti di sistema, abuso di potere di mercato, asimmetria informativa etc.


Per avere sistemi territoriali intelligenti serve condivisione di conoscenza, interazione informale e cooperazione, serve approccio sistemico all'innovazione.

Un sistema di innovazione funziona bene se c'è una varietà sufficiente di organizzazioni che soddisfano le funzioni richieste dal sistema stesso e di conseguenza creano un'interazione ottimale tra questi elementi e nell'insieme con gli altri ecosistemi.


In questo approccio, by the way, il ruolo degli imprenditori rimane la vera black box, la scatola nera insostituibile.

Le datate correnti di pensiero spesso comprimono questa imprenditorialità alle sole start-up ad alto potenziale, sostenendo che questo tipo di imprenditorialità è la fonte più importante di innovazione, crescita della produttività e occupazione.

Memento: serve innovazione e sostenibilità nell'economia reale per poter scatenare il resto, diversamente partiamo claudicanti.


Un'altra differenza significativa rispetto ad altri approcci di politica economica è che quanto sopra sostenuto non vede solo l'imprenditorialità come risultato del sistema, ma vede anche l'importanza degli imprenditori come attori centrali (leader) nella creazione di sistema e nel mantenere il sistema sano.

Ciò non significa che aziende e mercati (e fallimento del mercato) sono irrilevanti. Ma i mercati e le aziende sono modalità di governance che, come tutte le altre forme di governo, saranno sempre imperfette.

Anche gli imprenditori, come persone, sono e saranno imperfetti, ma almeno fanno, realmente fanno, non sono modelli teorici.


Le condizioni sistemiche sono il cuore dell'ecosistema: reti di imprenditori, leadership, finanza, talento, conoscenza e servizi di supporto. La presenza di questi elementi e l'interazione tra di loro determina il successo dell'ecosistema.

Le reti di imprenditori forniscono flussi di informazioni e consentono una distribuzione efficace di lavoro e capitale.


Come sempre le persone prima di tutto.

Gli imprenditori, infatti, anche se si può far fatica a crederlo, sono persone.

Che vivono in famiglie che sostengono altre famiglie e che insieme tra di loro si sostengono reciprocamente in una spirale positiva.

Così nascono i territori intelligenti, se ci sono persone intelligenti.


As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola

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