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Intervento al focus group turismo e creazione d'impresa di Confcoop Sardegna.


Siamo stati invitati a contribuire al Focus Group Turismo e Creazione d'Impresa, che si è tenuto a Cagliari il 29 ottobre presso la sede di Confcooperative Sardegna.

Per onor di cronaca e sperando di far gesto gradito, di seguito le riflessioni che abbiamo condiviso con gli altri esperti presenti, provenienti dal mondo dalla Pubblica Amministrazione, Imprese, Finanza ed Associazioni di Categoria.


L’oggetto da trattare è stato:

FOCUS GROUP CREAZIONE D’IMPRESA NEL SETTORE DEL TURISMO SOSTENIBILE IN SARDEGNA


I temi che il tavolo di lavoro ha voluto sviscerare sono stati:

  1. Si giustifica un percorso formativo in questo settore?

  2. Se sì, come si declina?

  3. Quali sono le filiere vincenti e promettenti per la Sardegna?

  4. Quali sono le risorse necessarie?

  5. Quali sono le politiche migliori da sviluppare?


Si giustifica un percorso formativo in questo settore?

Se proviamo a fare una ricerca sulla quantità e qualità dell’attuale offerta formativa (verticale ed orizzontale) ascrivibile al macro settore turismo ci perdiamo la vista, letteralmente un ginepraio che dalle agenzie formative ai percorsi post PhD prova ad trattare un tema solo all’apparenza di facile soluzione.

Serve formazione nel comparto, certamente, ma anche aver almeno provato a delineare un’ipotesi di confini dello stesso (più ampio, oggi, di quello che s’immagini).

Serve anche, come adempimento preliminare, un aggiornamento e costante monitoraggio di chi, quanti, quando, dove, come, con che stili di consumo etc si muove la clientela, con la ferma volontà di voler creare e vendere esperienze di vita e sensoriali.

Per chiudere su questo punto:

serve professionalità, non è importante inventarsi la luna, basta fare in maniera eccezionale le cose basiche, quelle che la gente cerca;

serve inquadrare bene le varie proposte di valore e farlo in un sistema territoriale di sistemi territoriali, una vera e propria azione di market design;

serve costruire un sistema regionale che lavori all’unisono per la tutela del territorio, dell’ambiente, del calendario comune.


Se sì, come si declina?

Non in maniera tradizionale, verticale, a comparti chiusi, dove la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Pensate alle tradizionali offerte (rubacchiando in giro in ordine sparso):

ricevimento, cucina, sala e bar, vendite, direzione, piani, amministrazione, manutenzione;

customer care, qualità, revenue management, benchmarking, controllo di gestione, organizzazione del personale;

tecniche professionali per il reparto piani, tecniche professionali per la cucina, tecniche professionali per la sala e il bar;

lingue straniere, prevenzione incendi, sicurezza sul lavoro, primo soccorso, haccp, formazione sostitutiva del libretto sanitario, formazione obbligatoria per gli apprendisti.

Oh my God! Usciamo da questo loop!

Vero che in molti casi abbiamo imprenditori antidiluviani o che si sono messi a fare turismo pur provenendo da altri settori, vero che molti si improvvisano ma è anche vero che l’offerta è del ‘72, sono passate diverse ere geologiche (già solo dal 2006 o dal 2000).

Ogni intervento formativo va cucito su misura di sistema territoriale, senza escludere nessuno e prevedendo anche il coinvolgimento degli stakeholder pubblico privati dell’area considerata.


Serve saper valorizzare il territorio e le sue produzioni, serve saper mettere in rete i servizi ed inventarne di nuovi (ma si può anche frugare in rete e ispirarsi alle migliori performance esistenti, in fondo sul copycat - trovare idee che funzionano e replicarle in altri territori tali e quali - in Germania hanno fatto industria).

Ma back to basic as first: serve visione, managerialità, tenuta delle squadre, serve tecnologia, tanta tecnologia, da utilizzare con sapienza ed intelligenza, non tanto a kg.

Internet, tanto internet: mobile, social media e chat hanno modificato la domanda turistica, influenzato il processo decisionale nella fase di acquisto, inciso sulla reputazione di una destinazione, sostituito i canali di comunicazione e informazione delle proposte di valore offerte, trasformato la travel experience.


Il viaggiatore d’oggi condivide le sue esperienze su social network e web in tempo reale, fa soggiorni sempre più brevi e incentrati sui propri interessi, non è più sensibile alla promozione tradizionale (brochure, spot TV, ecc.), attinge a fonti diverse e soprattutto si confronta con altri turisti, legge online recensioni e informazioni prima di scegliere una meta, utilizza mobile device e Internet, dunque necessita anche di infrastrutture abilitanti, nuove ed intelligenti.

Attenzione particolare al fatto che l’attrattività di una destinazione dipendente dalla sua web reputation, la reputazione online rispecchia l’opinione che gli individui hanno di un’area geografica e di tutti gli attori che fanno di essa una destinazione turistica.

4.8mln di italiani ogni mese effettuano una ricerca tramite smartphone per acquistare un viaggio.


Lo smartphone è il secondo mezzo più utilizzato per cercare informazioni prima di pianificare un viaggio: 90% ha finalizzato l’acquisto online – 8% di questi ha utilizzato uno smartphone.

L’evoluzione della domanda turistica verso forme di richiesta di esperienze, in un contesto di economia dell’entertainment, costringe anche gli operatori del settore, per rimanere competitivi, ad elaborare e adottare nuove forme di offerta turistica che li trasformi in produttori e venditori di ricordi.

Gli obiettivi dovrebbero essere almeno promuovere i contenuti proposti, fidelizzare il visitatore, coinvolgendolo.


Quali sono le filiere vincenti e promettenti per la Sardegna?

Agricoltura di qualità proveniente da un ambiente rispettato in maniera sostenibile.

Trasformazione delle materie prime con eccellenza e tradizione.

Utilizzo delle materie prime, delle ricette della tradizione, della rivisitazione delle stesse e dell’innovazione a tavola.

Creazione di un’offerta cross settore (mare, nautica, sport, meeting, cultura, innovazione, ambiente, scienza, innovazione, etc.) accompagnandola da una fitta rete di servizi d’altissima qualità.


Quali sono le risorse necessarie?

L’intelligenza dei sardi, la contaminazione della stessa con altrettante competenza ed esperienze.

E la lungimiranza nel comprendere che il mondo continuerà a cambiare a velocità che devono essere seguite navigando a vista, quindi immaginando che anche le necessità delle imprese, dei lavoratori, dei servizi e di tutto quello che è collegato e collegabile al tema non sono per sempre, anzi. Innovare per vivere e per competere.

Quindi focus particolare sui dati, tanti dati, big data.

Attenzione anche alla sovrapposizione tra cultura, colture e narrazione, quindi cura per lo storytelling.


Quali sono le politiche migliori da sviluppare?

Alle pubbliche amministrazioni l’onere onore di fare la parte infrastrutturale ed ambientale, ad oggi è tutta da fare: fibra ottica, trasporti (da e per l’isola ed infra), porti, bonifiche, cartellonistica, depuratori, reti fognarie, acquedotti, illuminazione, tutela coste, fonti rinnovabili, ristrutturazioni, eliminazione del caratteristico inguardabile non finito sardo, piano del colore per i comuni, tutela della rete viaria,  e così via discorrendo, l’elenco è robusto e lungo, servirebbero almeno tre lustri di legislature regionali e consiliature comunali per vedere un cambiamento radicale.

Last but not least, servirebbero politiche finanziarie che siano utilizzabili da chi vuole creare impresa.

Quanto al lato offerta formativa, essendo la Sardegna un mondo ristretto (e per la verità anche l’Italia), non guasterebbe un coordinamento logico sui tempi, modi e tipologie, per poi organizzare di conseguenza le relazioni istituzionali con chi di dovere.

Il resto dovrebbe andare da sé, tra la Sardegna e la penisola c’è più a sufficienza capitale intellettuale aggiornato per soddisfare la situazione attuale e quella a tendere.


Quanto al lato domanda di formazione, beh, qui è più complesso.


By the way sicuramente serve lavorare sulla qualità, sulla trasparenza, sulle politiche di prezzo, sulle forniture, sui servizi, sulla managerialità, sull’innovazione di prodotto e processo, sulla gestione, sulla tecnologia, sulla comunicazione ed il marketing che mai come in questa stagione e mai come per questo comparto sono sostanza e non un suppellettile.

Lavoriamo sull’immagine aziendale, sull’immagine del territorio e dei sistemi di territori.


E basta nero, vi prego. Basta.


Non ha mai funzionato neanche la battuta che lo si fa per disobbedienza civile.

Non siete credibili, siete evasori.

Organizzatevi per avere un controllo di gestione serio, un buon gestionale facile da usare e fatturate.


Oggi la vera innovazione in Sardegna è il fatturato.


Bisogna, concludo, non riformare ma rifondare il sistema dell’educazione turistica. Posto che sulle superiori cambiare è complesso per i vincoli nazionali, sulle università bisogna pensare a sviluppare imprenditoria e innovazione . Basta con il format standard di economia che ha ispirato le due facoltà del turismo. Ha fallito.  Vanno ripensati gli output e quindi costruiti una dozzina di profili per attivare startup che sono il vero motore dei nuovi turismi.


Ampiezza e profondità di gamma con FormAzione post lauream al top che deve diventare il riferimento per tutto il mediterraneo. E’ possibile.


Ma nel mentre che l’università ci pensa, spazio ai privati, agli Enti di Formazione ed ai ragazzi che credono nel turismo e si vogliono costruire un futuro.

Abbiamo bisogno di sognatori e visionari dotati di grande concretezza, dobbiamo dare e ricevere indicazioni e idee che possano aiutare idealmente a far uscire tutti dagli uffici e dalle scrivanie, dal torpore, che mettano in condizioni di usare metodologie nuove per aggredire le sfide dei prossimi anni in modo differente, che consentano di sviluppare relazioni e contatti con altri attori dei vari sistemi produttivi (ed innovativi laddove possibile) ai quali oggi non è semplicissimo arrivare.


Serve diversità di pensiero sulle questioni che si devono affrontare.

Serve capacità di gestione delle relazioni, da considerarsi osmotiche all’interno di un network che crescerà solo se avrà modo di essere alimentato con una dinamica di condivisione e partnership tra i suoi attori.


La chiave del successo sarà coniugare questa dinamica con i nuovi strumenti e con le nuove competenze, per dare autorevolezza ai nuovi ruoli. Sinergie su sfide comuni, partnership, creazione condivisa di nuovi business model, condivisione di risorse e di iniziative progettuali, dinamiche di lavoro basate su co-design, market design e approcci sperimentali sono gli strumenti per generare oggi innovazione, anche nel turismo.


#Avantituttasempre

Un caro saluto, 

il team di Kitzanos


P.S. Mi dovete spiegare perché Halloween si ma Is Animeddas no, davvero incomprensibile.


P.S.2 Un messaggio per  il decisore politico: liberate i dati delle PPAA e fatelo in tempo utile perché possano essere utilizzati, oggi con reti neurali, intelligenza artificiale, machine learning e data analysis si possono fare azioni che per le imprese esistenti (e per quelle che verranno) sono assolutamente utili, per non dire indispensabili


P.S. 3 Un messaggio per gli attuali operatori di settore: prestate più attenzione e dinamismo ai nuovi sistemi di pagamento ed alle soluzioni tecnologiche per la finanza, migliorano la vita (ed i conti)

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