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L'innovazione che non aspetta e che non chiede il permesso!

"A volte piccole variazioni in un ecosistema possono provocare grandi reazioni anche in luoghi apparentemente remoti ma collegati." E. Lorenz

"La tecnologia ha spesso giocato un ruolo vitale nella genesi di una nuova scienza." T.Kuhn La struttura delle rivoluzioni scientifiche


Siamo spesso portati a pensare all’innovazione tecnologica come un flusso continuo che necessita del superamento di un livello per passare a quello successivo. Ma questo approccio distorce fortemente l’evoluzione dei sistemi complessi e la loro comprensione.

Prendiamo ad esempio quanto sta succedendo, ormai da tempo, in Africa. Subito risulta evidente che la disponibilità di tecnologie in cloud a costi affrontabili, sta modificando non solo il paradigma della cumulatività delle innovazioni ma i macro trend e gli scenari che si stanno delineando.


Blockchain, Big data, AI, IOT, droni, sensori, energie rinnovabili, smart grid, unitamente a dosi massicce di mobile, connettività su larga scala e ad generale abbassamento dei costi di accesso alle nuove tecnologie, stanno modificando radicalmente le modalità con cui possono essere affrontati problemi endemici e fino ad ora tabù. Parliamo di finanza, di mappatura dei terreni e lotta al land grabbing, disponibilità di energia off grid, certezza delle informazioni e loro disponibilità, lotta agli abusi, solo per citarne solo alcuni.

E’ emblematico il fenomeno del Mobile Money con il quale il continente meno bancarizzato del mondo è diventato, da una decina d’anni, l’avanguardia nel trasferimento del denaro con il cellulare, via SMS e senza internet.


Il caso di scuola è M-Pesa, lanciata nel 2007 da Vodafone Kenya che con la capillare diffusione degli agenti (gli stessi delle ricariche del cellulare) rende possibile superare la limitata diffusione del sistema bancario “tradizionale” mai decollato in Africa, (e che forse mai decollerà), coinvolgendo oltre 100 milioni di clienti nel continente. Il sistema si è poi esteso anche a servizi di credito, assicurazioni e trasferimenti internazionali.

Non si tratta di un caso isolato.


La giovanissima popolazione africana oggi sta colmando il gap di connettività con il mobile e si sta dando nuovi orizzonti e scenari inediti su fronti per i quali il modo “civilizzato” sembra spingere in direzione opposta.

La tecnologia accessibile rappresenta la possibilità di innovare senza permesso, nel quadro di quello che Felwine Sarr, economista e sociologo del Senegal, descrive in Afrotopia, come il momento in cui gli africani devono smettere di essere al seguito delle grandi imposizioni culturali, politiche economiche e sociali che arrivano dall'esterno, e dato che il continente ha una storia lunga, e lo sa, è in grado di sapere quello che vuole per se stesso e quello che vuole diventare.


La tecnologia riveste senza dubbio un ruolo fondamentale ma va considerata come fattore abilitante che deve sostenere ed essere applicata su un’ampia autonomia intellettuale. Non idiosincrasia nè cieca fiducia nelle innovazioni, ma strumenti per quanto molto evoluti.

Sarr sostiene l'idea che tutti i popoli facciano parte di una singolarità storica e che tutta la storia sia singolare. La loro geografia, la loro storicità, permette di dare risposte diverse alle sfide che si devono affrontare.


La tecnologia è il fattore abilitante che permette di fornire risposte originali a domande globali ed enormi come salute, educazione, partecipazione democratica, modi di organizzazione sociale ed economica.

Società millenarie come quelle africane, colpite da shock esterni come la colonizzazione, hanno finito per adottare forme di organizzazione sociale sotto costrizione. La tecnologia di oggi e quella che si prospetta può essere la chiave per uscire da quella che sempre Sarr chiama modalità di mimetismo e decalcomania. Ma da sola non basta.


Ricorda qualcosa?


Il riferimento ovviamente non è solo per le distanze geografiche o per le distorsioni storiche ed economiche, ma esattamente lo stesso può accadere in Sardegna.

Abbiamo avuto stagioni tecnologiche e produttive, ora sembra che per i più la bussola sia in panne.


E se applicassimo lo stesso ragionamento alla nostra agricoltura, al nostro welfare, al nostro aerospazio, al turismo?

Anche da noi piacciano le rivoluzioni silenziose, che non richiedono permesso e che possono essere attuate, progettate tranquillamente.


Intzertausu s’ora, est custa, (azzecchiamo l’ora, è questa) e noi siamo qui a Vostra disposizione.

#avantituttasempre

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