• Nicola Pirina

L’uomo di mezzo.

Cagliari, 12 Aprile 2021

Anche in presenza di corsie dedicate, i ciclisti si lamentano di pedoni e runner.

Viceversa accade lo stesso.

Questo perché entrambe le categorie occupano impropriamente la pista agli altri dedicata.

E non sono solo le parolacce che fioccano a stupire, quanto proprio che ogni circostanza sembra solo dare la stura ad altri fastidi e nevrosi ben peggio radicate nelle persone.

Mutatis mutandis è paradigma sociale che trova declinazioni aliunde, restituendoci un’istantanea di un’umanità davvero poco incline alla comprensione, alla solidarietà, al compromesso, al dare il giusto peso e la giusta dimensione agli accadimenti della quotidianità.

Non si va più incontro al prossimo, l’ego è al centro e, con ogni sfrontatezza, anche in caso di torto marcio palese, lo si prova ad imporre con arroganza e noncuranza.

Quella tipica dell’ignoranza e della maleducazione.


Se ci riflettiamo bene, questa situazione è più endemica di quanto non sembri, basta volgere lo sguardo al mondo della scuola (rapporto studenti - professori, docenti - genitori, genitori - figli), alla circolazione stradale, ai rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, nello sport, nei rapporti tra professionisti ed imprese, nei media … per arrivare alla Fede … ahi … tema delicato … viviamo di assolutismi, non siamo disposti al dialogo …


L’attuale e pregressa gestione della pandemia ha acuito questa situazione, già esasperata dai precedenti anni, tutti difficili, nessuno escluso, sembra che un mare di insoddisfazione ci sommerga e che non siamo in grado di vedere soluzioni, che non siamo in grado di individuare persone i cui toni, modi e metodi siano adeguati a trattare le situazioni per risolverle.

Lo sottolineo perché c’è solo un portone che definitivamente si chiude, il resto è solo onere onore delle persone vivere, capire, costruire, conoscere e trovare soluzioni adeguate.


L’ordinamento, per provare a decongestionare i tribunali, ha tentato con la mossa del mediatore civile, con gli arbitrati, moltissimi legali provano a tenere il livello di trattativa sullo stragiudiziale. Ma nulla, nulla è cambiato. Quasi tamquam non esset.

E la conflittualità sale.

Si è provato con altre figure di mediatori, culturali, linguistici, sociali, diplomatici.

Niente.

Medici, assistenti di sostegno, operatori sociali.

Nulla.


E’ così difficile riconoscere che l’errore è delle persone e non degli strumenti?

Possiamo trovare un nuovo modo di dialogare e stare al mondo?

Immaginiamo persone e strumenti che in questo nuovo mondo vedano strade e percorsi per fornire soluzioni che risolvano le tensioni?


Ad esempio, mi sembra oramai lampante che le imprese ed i professionisti, al netto di chi ha usato la sciagura, siano in difficoltà assoluta, mancano i soldi, nessuno incassa e non ci sono i finanziamenti.

Siamo sicuri che non esistano persone e strumenti in grado di dare liquidità alle imprese seguendo dei percorsi non convenzionali ma legittimi?


In Sardegna, da sempre, per tradizione, esistono persone sagge, riconosciute come tali dalla società e nei territori, personaggi super partes, che incarnano la figura paciere, colui che ascolta le parti in conflitto per arrivare in tempi rapidi a proporre una soluzione di intermediazione ed equilibrio, personaggi che aiutano risolvere i conflitti morali, sociali, economiche e, spesso, anche divergenze familiari.

Questa figura si chiama s’Homine 'e mesu, l’Uomo di mezzo, l’uomo che sta in mezzo a due parti in conflitto. Il mediatore. Che risolve. Colui che portando soluzione scatena la pace in maniera sostenibile e duratura.

A volte (rare) erano banditi che però vivevano la latitanza quasi come espiazione alle proprie colpe. Ma erano riconosciuti dalla società. Erano rispettati e non perché banditi.

Aldilà dei codici e delle dominazioni, la società aveva un suo modo di regolare le situazioni prima che diventassero esplosive.


Chi è oggi l’uomo di mezzo? Chi è oggi che svolge questo ruolo nei territori non solo in Sardegna?

Qual è la tecnologia che, sapientemente declinata, possa aiutare imprese e professionisti a superare i grandi problemi economici prima che questi diventino sociali?

Suppongo già ci siano, si palesino, è necessario.


As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola



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