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La longevità dell’apprendimento

“Il più grande segno di successo per un insegnante... è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi” Maria Montessori.

Nelle nostre scuole e università purtroppo questo sogno accade di rado. Abbiamo creato un sistema educativo attento solo a quantificare, valutare e trasferire nozioni in maniere formale e passiva con la convinzione di automatizzatare la formazione e la scalabilità di nuovi talenti. Il risultato ottenuto è un ambiente educativo tossico, spinto esclusivamente dalla pressioni sociali, dove lo studio e l’apprendimento sono un esercizio mnemonico per l'ottenimento di un voto da sfoggiare in un curriculum, dove il fallimento non è concepito né ammesso ma solo demonizzato. Gli effetti dell’imposizione di tale sistema causano una apatia educativa devastante, immaginatevi di confessare un ragazzo di 10 anni, appena dopo aver preso un votaccio che dovrà studiare per tutto il resto della sua vita, o alla faccia di uno studente universitario bocciato al suo primo esame di vita accademica dopo aver realizzato che quello è solo il primo passo di un percorso senza fine, o un neolaureato al suo primo colloquio di lavoro che si rende conto di essere valutato per soft skills come, teamwork, creatività, pensiero critico e così via per cui non è stato preparato. Le domande che sorgono in queste circostanze sono;

Perché dovrei continuare a studiare?

Perché ho studiato tutte queste cose inutili?

Che futuro mi aspetta?



Di certo lo studente non è stimolato a continuare studiare o a portare avanti il percorso intrapreso. Ma come possiamo creare un ambiente educativo in grado di rendere l'apprendimento un piacere e non un'imposizione o una continua scoperta spinta dalla curiosità personale?

Se l'apprendimento passasse dal gioco?


Ad esempio se usassimo strumenti didattici come Logo e la sua tartaruga per stimolare la creatività e problem solving dei bambini. Logo è un linguaggio informatico inventato nel lontano 1967 al MIT per muovere piccoli robot in grado di disegnare forme e figure attraverso un semplice linguaggio di programmazione. Sullo stesso filo logico la LEGO ha investito per sviluppare una metodologia didattica sul learning to through play usando i suoi famosi mattoncini, basandosi su 5 aspetti principali per rendere l'apprendimento interattivo e coinvolgente.


Joyful

La gioia è al centro di ogni gioco, sia per un compito fine a se stesso che per il brivido momentaneo della sorpresa e scoperta o per intuizione che ci ha portato a vincere una sfida. Ricerche recenti hanno mostrano come la curiosità e le esperienze positive siano collegate all'apprendimento; per esempio, i bambini mostrano più interesse dopo un evento sorprendente piuttosto che dopo uno atteso.


Actively engaging

Imparare attraverso il gioco permette un coinvolgimento attivo nelle attività svolte. Ad esempio prendete un bambino intento a giocare con i mattoncini LEGO così concentrato e immerso nel gioco in grado di visualizzare già dove andranno pezzi prima ancora di averli trovati arrivando al punto di non riuscire a sentire il padre chiamarlo per cena. Questa immersione mentale e la capacità di rimanere concentrati sono particolarmente significative per l'apprendimento.


Meaningful

Rendere qualcosa significativo per il bambino passa dal mettere in relazione nuove esperienze con qualcosa già conosciuto. Nel gioco, i bambini spesso esplorano ciò che hanno visto e fatto o notato emulando quello che fanno gli altri, per cogliere ciò che è rilevante. Così facendo, possono esprimere ed espandere la loro comprensione attraverso una varietà di simboli e strumenti presenti nel loro ambiente educativo.

Iterative

Pensiamo a un bambino che trova modi diversi per costruire un'alta torre con mattoncini LEGO, o un ragazzo che scopre l'inclinazione di una stanza lanciando e rilanciando una biglia e osservando la sua traiettoria. L'iterazione continua per validare tutte le possibilità valutare le ipotesi e ponendosi differenti domanda, spinge ad un apprendimento continuo e costruttivo, stimolando il pensiero critico e l’analisi di contesto.


Socially interactive

L'interazione sociale è un potente strumento per l'apprendimento. Sviluppare la capacità di comunicare i propri pensieri, comprendendo gli altri attraverso interazioni dirette e condividendo idee, permette di costruire legami sociali più forti in grado creare una comprensione più profonda dei problemi sottoposti.

Questo approccio si prefigge l’ambizioso obiettivo di creare uno sviluppo olistico per i talenti del futuro formando le loro capacità emotive, cognitive, fisiche, creative e sociali. Perché questa crisi del nostro sistema educativo è così importante e verticale per tutti noi?

Si stima che nel 2030 825 milioni di bambini, ovvero la metà dei futuri talenti mondiali non avranno le competenze per affrontare le sfide poste dalla nostra società. La Cina sta già insegnando l'intelligenza artificiale nella scuole primarie quando noi siamo ancora chini sui dizionari di greco nel nome di un fantomatico metodo di studio in grado aprici le porte della conoscenza. Questo non vuol significare abbandonare la nostra cultura, ma anzi usarla come leva per la nostra creatività rimodulando e innovando in nostro modo di far didattica. Ad esempio iniziando a insegnare il coding nella scuola prime, non perché il mondo ha bisogna di milioni di programmatori, ma perché forma gli studenti ad affrontare problemi complessi attraverso il pensiero critico e lo sviluppo di interazioni sociali in gruppo facendoli conoscere il significato fallimento e la sua importanza in un processo di sviluppo continuo e organico. Immaginate cosa potrebbe nascere dalla combinazione della programmazione e del greco, magari in un futuro non troppo lontano l’esame di greco passare per la creazione di un piccolo programma di IA per la traduzione delle versioni.

Le competenze in mind set ormai sono cambiate radicalmente, il progresso tecnologico richiede menti in grado di immaginare il futuro, dobbiamo accettare di cambiare questa narrativa, fidiamoci della creatività dei bambini dato che non possiamo più rimanere incatenati nei nostri sistemi educativi. Prefiggiamoci l'obiettivo di disegnare un ambiente educativo in grado di far esprimere appieno la creatività, facendo leva sul fatto che ormai la gamification è presente in ogni nostro tools digitale e dovrebbe far parte della nostra funzione di apprendimento. In fine, non dobbiamo dimenticare mai da dove proviene la gioia d’imparare solo così saremo capaci di dare longevità all’apprendimento e far nascere i talenti del futuro.


“Per aiutare un bambino, dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente” (Maria Montessori).
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