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La scommessa salvavita di Blue Lab



La startup di Cinzia Coppola, Michele Monaco ed Elena Viezzoli ha costruito una linea di dispositivi portatili per trovare velocemente le persone disperse. Installabili per ora sugli elicotteri, i trasmettitori potranno essere montati in futuro anche su navi, aerei e droni.

Prima una chiacchierata tra imprenditori che innesca la scintilla della curiosità, poi il lavoro vero e proprio: un anno di ricerca sul prodotto, di studio della normativa e di scelta dei collaboratori migliori. Blue Lab è una nuova linea di trasmettitori portatili usati per facilitare l'individuazione delle persone in situazioni di emergenza.


«Ho pensato al da farsi - svela Cinzia Coppola - dopo aver ascoltato un amico, produttore di zattere da salvataggio. Mi ha fatto capire quanto fosse importante avere dispositivi affidabili e pratici e sottolineato che c'era un solo fornitore, inglese, in grado di soddisfare le richieste».


Dal confronto alla voglia di misurarsi in questa sfida tecnologica e imprenditoriale, il passo è stato breve: «Io sono un'ingegnera e mi sono attivata assieme agli altri componenti del team che sono Michele Monaco ed Elena Viezzoli. Abbiamo fatto una ricerca di mercato e constatato che il settore presenta una curva di crescita significativa e margini di guadagno interessanti. Poi ci siamo concentrati su altri aspetti: ricerca, studio delle leggi del settore, richiesta autorizzazioni, scelta di collaboratori adatti e con altissime professionalità».


Una squadra affiatata e capace che ha centrato l'obiettivo: trasmettitori precisi e resistenti alle sollecitazioni estreme. «Attualmente – precisa Coppola – la nostra proposta è rivolta al segmento degli elicotteri ma vogliamo estenderla a navi, aerei e droni. L'apparato, collegato al satellite, è una sorta di piccola trasmittente, che si sistema nella zattera di salvataggio. Un top di gamma per compattezza, leggerezza e affidabilità che fa risparmiare tempo, elemento di vitale importanza per salvare vite umane».


La qualità tecnica, però, deve andare di pari passo con l'abilità nel gestire gli affari: «Abbiamo bisogno di maggiori competenze per avvicinarci meglio al mondo degli investitori. Sotto questo profilo, Founders Boost può fornirci una grande mano».


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