• Nicola Pirina

Le vere idee germogliano sempre, così come il calabrone (che non potrebbe) vola.

Sardegna, 1 (in anticipo) Maggio 2021


Un pensiero per chi non c'è più, perchè avremo voluto ancora ascoltare, imparare e voler bene, avremo voluto costruire altre vite insieme.


L’umiltà di una scelta è spesso tema poco o per niente indagato.

Non fa rumore, spesso passa inosservata, eppure, a seconda del suo peso e delle circostanze, è in grado di cambiare il mondo partendo dal rivoluzionare la vita di chi la prende.

Così come violare i confini fra le diverse scienze è più di uno stile intellettuale, è abito lavorativo, è viatico per la soluzione di enigmi complessi.

Pensiero non convenzionale, eterodossia, inusualità ed uso non dogmatico delle categorie sono i primi passi per la costruzione di un nuovo pensiero.

Bisogna essere possibilisti e studiare con disordine creativo. Sempre.

Ogni società convive con comportamenti disfunzionali, perché non si autoalimentino portando la stessa alla decadenza, è necessario attingere a forze endogene capaci di riportare il maggior numero di persone spaesate al comportamento indispensabile per il possibile nuovo funzionamento del sistema stesso.

Come ci hanno insegnato bene, c’è una differenza tra defezione, lealtà e protesta.

L’osservazione delle stesse non muta troppo a seconda che si analizzino organizzazioni pubbliche o private, grandi aziende o partiti. Classi scolastiche o combriccole in gita.

Chi sta zitto e sopporta troppo a lungo, senza fare un fiato lascerà la presa quando ha definitivamente perso mordente.

Chi protesta è perché nonostante tutto non vuole desistere o perché non ci sono alternative.

In entrambe le fattispecie ci possono essere persone leali (e scorrette, ovviamente).

E’ oggi cardine sapere come interpretare e guidare i reali sentimenti comuni e le persone in generale (e laddove possibile nello specifico) per evitare che la società e le organizzazioni che la animano autoimplodano per dabbenaggine di chi le guida e di chi è deputato alla loro gestione.

Oggi sui temi forti serve trovare voce collettiva, se siamo ancora attaccati alla maglia un motivo ci sarà.

Oggi sui temi rilevanti serve far parlare chi sta zitto, perchè non covi il peggio sulla strada del non ritorno.

Serve coraggio nell’esprimere la propria lealtà in maniera costruttiva.

Ogni territorio ha necessità dei suoi attori.

Domani è il primo maggio, festa dei Lavoratori.

Domani è Sant’Efisio, Martire.

Ogni idea trova spazio se trova le gambe giuste per portarla.

Sono certo che, seppur non senza fatica, ci sarà il modo di veder germogliare nuove grandi idee, sono certo che ci saranno calabroni coraggiosi, con spalle larghe porta guai, col cuore di bue, che saranno in grado di regalarci nuovi sogni, allegre prospettive, fresche visoni per un rinnovato benessere collettivo.

E per questo chiedo la Grazia.

Buon futuro a Tutti, ne abbiamo bisogno.

Un sorriso, Nicola


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