• Nicola Pirina

Note per gli imprenditori nel nuovo mondo.

Cagliari, 23 settembre

Gli imprenditori, curiosi ed appassionati di cambiamento, raffinati o meno che siano, sono pensatori proattivi. Questa vivacità di pensiero unita ad un’insaziabile voglia realizzativa è ciò che li contraddistingue dalle altre persone.

Il mondo in cui viviamo, da anni, cambia ogni minuto a causa della tumultuosità di domanda ed offerta di beni e servizi, il progresso tecnologico continuo si somma, spesso precede e scatena molte di queste dinamiche di rimodellamento, molti di questi progressi fluttuanti offrono molteplici opportunità, sfide e, ovviamente, problemi.

Ma, se fosse data la possibilità, gli imprenditori di tutto il mondo li affronterebbero senza paura. Tutti i problemi e tutte le opportunità.

L'identificazione dei problemi da risolvere è la vera sfida di questi giorni.

Non si possono più fare prodotti o servizi pensando poi di piazzarli nel mercato com'era 50 anni fa. Questo non significa mettere in dubbio la credibilità o capacità di eseguire le cose sul campo degli imprenditori e degli aspiranti tali, ma il processo cruciale di identificazione dei problemi reali non può più essere postergato.

La comprensione dei problemi reali richiede da parte di un imprenditore un atteggiamento empatico erga omnes e, soprattutto, dell'ambiente circostante.

Si guarda o si vede? Si sente o si ascolta? Si vede solo con gli occhi o anche col cuore? L'empatia ha a che fare, infatti, con la comprensione di ciò che l'altra persona prova, immedesimandosi.

La gestione ottimale delle risorse, poi, è una caratteristica rilevante di cui tutti gli imprenditori devono avere padronanza. Dipende dalle capacità decisionali e di leadership. Per realizzare un vero cambiamento, gli imprenditori dovranno creare imprese con una sensibilità sociale sostenuta da un modelli sostenibili.

Serve portare la coscienza sociale fin dal principio del processo creativo.


Una delle tendenze più importanti per il futuro dell'imprenditorialità è che la connessione tra nuove idee imprenditoriali e creazione di posti di lavoro diventerà più debole. Solo pochi anni fa, la maggior parte delle nuove imprese aveva rapidamente bisogno di dipendenti. Oggi, cultura lean, assetti no labour intensive, outsourcing e automazioni intelligenti portano le aziende a gestioni agili e più semplici dal punto di vista organizzativo.

A mano a mano che l'intelligenza artificiale migliorerà, questo effetto diventerà sempre più evidente.

Più imprenditori che collaborano con più innovatori che la pensano allo stesso modo, non più solidi e granitici datori di lavoro, uomini soli al comando, ma stabili e flessibili organizzazioni cooperanti in ambienti di fertilizzazione incrociata.

Se guardo al mondo, il futuro dell'imprenditorialità è estremamente competitivo, i giovani vedono un futuro migliore lavorando per se stessi, il che mette molti più nuovi imprenditori nell'ecosistema. Anche la forza lavoro è più agile, su richiesta e, sì, più imprenditoriale.

Vorrei che anche da noi fosse così.


Essere imprenditore è cambiato tanto negli ultimi decenni, si è evoluto e continuerà ad evolversi.

Uno dei cambiamenti più importanti che vedremo nei prossimi anni sarà l'aumento di giovani che decidono di costruire le proprie industrie dal momento in cui entrano nel mondo del lavoro, piuttosto che entrare a far parte di aziende preesistenti.

Il futuro dell’imprenditorialità vedrà team piccoli ma altamente qualificati che aumenteranno la loro capacità attraverso l'automazione scalabile, i next entrepreneurs faranno crescere le loro idee rivoluzionarie all'interno di gruppi affiatati di appassionati che, su un lifestyle business comuni, lavorano per obiettivi.

I team troppo grandi rallentano i processi ed i progressi.

Le barriere all'ingresso sono state abbattute praticamente ovunque, un device ed una connessione, più spesso di quanto non sembri, unitamente ad una seria faccia tosta, sono molto di più di quanto si pensi. Oggi un imprenditore può accedere a un mercato globale per le vendite e per i fornitori. Man mano che le aziende si rimodellano per competere nell'economia dell'innovazione le opportunità diventano esponenziali.

Grandi terreni di caccia all'orizzonte.


L'imprenditorialità è oramai sdoganata anche nei percorsi formativi, le comunità si stanno rendendo conto di quanto sia vitale per la crescita e la sostenibilità nel tempo delle proprie economie locali (che si impegnano per rendersi attraenti ed appetibili per i nuovi campioni). Stiamo entrando nell'era della nuova imprenditorialità, in cui, tra le altre, si vedrà una crescita importante del numero di imprese a guida rosa, i leader del settore, i maître à penser ed i creatori del cambiamento stanno investendo sui movimenti che supportano le problematiche di genere. E’ altamente probabile che il futuro dell'imprenditorialità siano le donne ed il loro sostegno porterà al rafforzamento delle economie e delle comunità ... almeno così dicono i dati … ma come risponderà realmente il mercato e quali saranno i freni ed i blocchi di sistema?


Altro grande cambiamento nell'imprenditorialità sarà una conseguenza della velocità con cui le aziende possono ora scalare. Questa modalità di supercrescita non era mai stata possibile prima. Ma ora, grazie allo sdoganamento culturale ed alle infrastrutture tecniche, sta diventando sempre più comune poter costruire un'azienda iperhype entro un decennio. Molte aziende piccole saranno in grado di avere successo grazie agli spillover generati dai giganti nell'ultimo ventennio, avranno l'opportunità di diventare giganti a loro volta.

La sfida del futuro, infine, saranno le persone, ogni organizzazione sarà imprenditoriale, anche quelle più datate, l’imprenditorialità è un atteggiamento, uno stile di vita, significa essere resilienti, creativi, pieni di risorse interiori, poliedrici e pertinenti. Essere imprenditori significa sopravvivere, crescere e prosperare. Abilità, perseveranza e passione per obiettivi a lungo termine, coraggio, capacità di assunzione del rischio e di plasmare il futuro incoraggiando la diversità. La passione dell'imprenditore è il motore che lo spinge attraverso sfide, battute d'arresto e lotte per raggiungere il suo scopo, cioè cambiare il mondo secondo la sua visione e renderlo un posto migliore.

La politica non è certo una forza efficace per determinare un cambiamento positivo nella società. Il vero cambiamento, per contro, in particolare quello che cambia in meglio la vita delle persone, proviene aliunde, dal business e in particolare da innovatori, imprenditori e pionieri del mercato.

E molto spesso nonostante la politica e lo Stato, altrettanto spesso anche in diretto conflitto con gli stessi.

Ferma ed indiscutibile la portate epocale dei grandi pensatori, il vero cambiamento è venuto attraverso l'imprenditorialità, grazie ai pionieri, per mano dei distruttori creativi ed attraverso le lotte dei passionari, persone che hanno fatto della propria visione una missione. E l’hanno socialmente condivisa.

Only my two cents, as usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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