• Nicola Pirina

Only post scriptum. Semel in anno licet insanire.

Cagliari, 30 aprile 2020 ( … ma siamo ancora in quarantena? … ma in che fase siamo?)

Miscellanea di pensieri sciolti.

  1. Le grandi imprese in una settimana sono passate al digitale, anche le banche … anche le pubbliche amministrazioni ... normalmente ci sarebbero voluti minimo 5 anni (oggi sono ottimista) di progettazione e consulenza (ovviamente preceduti da due anni almeno di gara … se senza ricorsi ...) per non arrivare a nulla … poi è arrivato il virus ed in poco più di una settimana … et voilà … tutti in telelavoro (già, lo smart working vero è altro).

  2. Non può capitare sempre agli altri, prima o poi capita a tutti. Cosa? Qualunque cosa. Nessuno è immune a niente. Siamo abituati a restare chiusi dentro noi stessi, abbiamo smesso di essere empatici e solidali, non abbiamo mai avuto abbastanza pensiero laterale. Siamo vulnerabili, fragilissimi, specie se soli. Non possiamo pensare che non ci riguardi mai nulla. Ma è mai possibile che se il potere nel mondo è in mano (esagero) al 5% della popolazione ed il 95% sta male e non è d’accordo, è mai possibile dicevo che questi ultimi non sappiano mettersi insieme per protestare in maniera civile ed intelligente e mettere in campo alternative di senso? Mai? In niente?

  3. Il prezzo del petrolio è andato sotto zero e ancora continuano a scrivere articoli sulle accise da eliminare. Punto. E’ autoevidente la riflessione. Ma di che cazzo stiamo parlando? Vale poi per il carburante come per mille altre assurdità di questo bellissimo paese. Ma è davvero impossibile cambiare?

  4. Le vite delle coppie (coniugi, conviventi more uxorio e, come si dice oggi per decreto, affetti stabili, etc) spesso sono dei binari paralleli. Non sembrava così prima, ti svegli, fai colazione, esci e riappari per cena, due battute organizzative, un libro o un film e poi crollati a letto. Moltissimi, invece, si sono trovati costretti in una parentesi di vita che era diversa dal progettato / immaginato / sperato. C’è chi ce l’ha fatta, che chi è caduto in battaglia.

  5. La voglia, la fantasia, la creatività ed il saper fare degli imprenditori, del turismo e ristorazione o meno (ed anche gli altri), dimostrerà la forza delle pmi italiane. Sapranno, a prescindere dai decreti e dalle ordinanze, nel rispetto della salute, riaprire ed esserci, saranno in grado organizzarsi per essere pronti alla fase di transizione prima ed alla nuova vita poi. Sarà poco? Sarà diverso? Certamente diverso e con fasi progressive. Troveranno la strada per la nuova vita, per le nuove relazioni coi clienti, vecchi e nuovi. Poi arriveranno i decreti a sconquassare tutto, se non saremo già pronti.

  6. Dopo 12 anni non sei più startup, se ci sei ed esisti sei impresa. Basta fuffa e interpretare un ruolo per darsi un ruolo. By the way, se c'è innovazione nel paese, saprà dare due tipi di risposte: una per la contingenza, almeno da valorizzare intelligenze ed arginare le ruberie pubbliche, una per il futuro, in due fasi, per la fase 2 e per le fasi che seguiranno (sempre che a livello nazionale, europeo, regionale e comunale facciano pace col cervello).

  7. In tutto questo periodo la televisione non ha innovato nulla. Informazione (e non tutta è stata ed è propriamente detta, ahinoi), certo, a tutte le ore. Poi film, seri e i programmi and so on come prima del covid. La tv durante covid non è cambiata, neanche il web, non ha saputo cambiare. Ad esempio, con tutto rispetto per le rappresentazioni teatrali tradizionalmente intese, 3 mesi di fermo per attori e musicisti … perché non hanno fatto canali dedicati con monologhi o altro? Perché non si è colta l’occasione per superare la TV spazzatura ed il web waste?

  8. Quando si cercava l'eldorado si rimaneva chiusi in una nave per due mesi. I fratelli migranti rimangono chiusi nei barconi per un periodo ingiusto. E così via in mille altre situazioni assimilabili. Noi siamo chiusi per la nostra salute, la chiusura ci ha insegnato tanto ed ha sensibilmente aiutato l’ambiente. Ma siamo in grado di non sciupare questo piccolo tesoretto collettivo e personale per costruire un eldorado possibile e territoriale?

  9. Gli uomini hanno tanti strumenti per comunicare ed io dai miei amici e da quelli che seguo ho ricevuto molte cose attraverso il loro scritti, i libri ed i loro pensieri mi hanno fatto conoscere il lato migliore di molte vite. E’ estensione della storia, è prolungamento delle tracce di umanità intelligente. Ma quanti uomini non lasciano traccia scritta che sarebbe utile comunque conoscere? Coloro che soffrono e lavorano tanto, non hanno il tempo per scrivere e, spesso, neanche per pensare e per riflettere.

  10. Posso dire che mi è capitato a volte di osservare uomini che, a parole, erano interamente votati al sacrificio, ma le motivazioni mi sono sempre sembrate sospette. Comincio a essere stufo di conoscere il prossimo solo nella lotta per la promozione sociale, che equivale a ricerca della posizione predominante. Oggi ci sono intere consorterie che attaccano persone singole. Se per disgrazia queste accettano il confronto, quelle vincono.

  11. La libertà comincia dove finisce la coscienza, dice il saggio, prima non esiste, perché la conoscenza delle leggi ci obbliga a rispettarle. Dopo esiste solo per l'ignoranza delle leggi future e, per la nostra convinzione, non ci comandano dato che le ignoriamo. La libertà è concepibile solo quando ignoriamo ciò che ci fa dire impossibile. Può esistere a livello cosciente solo se ignoriamo i freni dell’inconscio, ma l'inconscio stesso, parente del sogno, potrebbe far credere di aver scoperto la libertà.

  12. I disegni sociali di urbanizzazione galoppante ed industrializzazione hanno prodotto come risultato, tra gli altri, l'allontanamento dell'atto professionale dall'oggetto prodotto, la monotonia, l'automatismo dei gesti professionali (manuali o intellettuali), perché un gesto automatico è più rapido, più efficace, quindi più produttivo, genera però mancanza di spontaneità, di innovazione, di immaginazione e di creatività. In definitiva spesse volte noia. L'impossibilità di sottrarsi a questi ingranaggi delle macchine sociali, l'impossibilità di agire per sentirsi realmente gratificati può portare alla depressione o alla violenza. Ciascuno di noi ha il dovere di sentirsi libero di sublimare la propria vita, cercando la trascendenza necessaria, per sottrarsi all'assurdità della vita quotidiana e della cultura dominante vigente. Dobbiamo liberarci dalla massa ingombrante di presunti valori che abbiamo compreso non essere utile, bisogna tornare giovani a tutte le età e, forti dell’appreso dalle generazioni passate, contribuire nuovamente al mondo con la nostra grande creatività.

  13. Perché ci sia senso nella vita occorre che ci sia un messaggio, perché ci sia un messaggio deve esserci una coscienza che lo formula secondo un certo codice e lo trasmette secondo un altro codice ad un'altra coscienza che lo riceve e lo decifra. Possiamo ricominciare a farlo?

Desidero e spero una nuova cultura del valore, dei valori, delle persone.

Ready to debate. 

Un sorriso, Nicola


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