• Nicola Pirina

Pensieri per ferragosto. Buone ferie a tutti!

Cagliari, 13 agosto 2020



Cosa dobbiamo fare perché almeno in Sardegna le cose cambino a prescindere dai vincoli e dai preconcetti di sistema.


Partiamo dalla fine.

In Sardegna servono da qui al 2030 almeno 377 nuove imprese, quelle che cambiano per sempre il volto socio economico dell’Isola.

Aziende capofila, paradigmatiche, da cui si generano altre imprese.

L’ideale sarebbe davvero averne una nuova in ogni comune, anche nel più piccolo, anche dove sembra impossibile. Imprese di prossima generazione, grintose, che connettano alla propria vocazione anche territori e saperi, oltreché nuove ed avanzate competenze.

E tecnologia, quella che serve, quella che basta per produrre, gestire e, soprattutto, vendere.

Imprese che riescano ad attrarre i giovani e meno che vogliono rientrare.

Imprese che danno lavoro ad almeno altre dieci persone oltreché ai soci.

Imprese che sostengano le comunità in cui sono e che in rete tra di loro sostengano i territori in maniera osmotica.

Imprese nate sane e cresciute solide, con ben chiaro il concetto di rispetto dell’ambiente e della persona.

Aziende evolute che istruiscono, aziende che, quando sapranno di avercela fatta, restituiranno ai territori per condividere la fortuna ed il sostegno che hanno avuto.

Imprese che attraggono capitali puliti e ne reinvestono.

Questo sarebbe un buon punto di partenza.


Vogliamo come Kitzanos esserne i co artefici, insieme alle tante aziende che già con noi collaborano e quelle che da noi sono nate.


Per arrivare li andiamo a vedere però prima cosa c’è dopo la fine sopra proposta. Penso a quando la generazione dei miei figli adulti coi miei nipoti dovrà aver a che fare con un mondo diversamente evoluto, nella speranza che si siano rispettati l’ambiente e le persone.


Quali traiettorie tecnologiche, tra le molteplici, vediamo probabili?

La tecnologia, si sa, ha il potere di fare molte cose e cambiare il mondo è una di queste. Abbiamo il privilegio di vivere in un'epoca in cui la scienza e la tecnologia possono aiutarci, semplificarci la vita e ripensare al modo in cui affrontiamo la nostra vita quotidiana. La tecnologia a cui siamo già esposti e abituati ci ha aperto la strada per innovare ulteriormente. C’è infatti già una nuova generazione di tecnologie che ha sicuramente il potenziale per cambiare ancora di più le nostre vite.

Procediamo per immagini, a volo d’uccello.

Possiamo volare praticamente in qualsiasi paese del mondo senza problemi, ma cosa succederebbe se un giorno veramente tutti noi potessimo vedere la terra dallo spazio? Stiamo seminando il caos sul pianeta da molto tempo e neanche il pianeta può da solo sopportare la natura distruttiva dell'umanità per così tanto tempo. Se non lo distruggeremo, un giorno, lo supereremo.

Marte ad oggi sembrerebbe il primo porto di scalo.

I robot non devono preoccuparsi dell'ossigeno per respirare o del cibo da mangiare e possono essere pieni di sensori per inviare i dati dalla ed alla Terra. Lo stesso vale sul posto di lavoro. Possono anche teoricamente operare in modo più rapido, efficiente e anche con meno errori.

Per non parlare di cani robot per il mondo degli ipovedenti. E così via.

Le auto elettriche non sono una novità, sono sulle nostre strade ormai da tempo e stanno solo migliorando, le batterie durano più a lungo, l'infrastruttura delle stazioni di ricarica è in crescita e la tecnologia di guida autonoma riceve cospicui investimenti, si affermerà prima di quanto si pensi. E presto vivremo in un futuro in cui le nostre consegne e le nostre merci saranno trasportate da mezzi informatici. Più efficienti e sempre puntuali.

Lo spazio è limitato e si sta esaurendo rapidamente, soprattutto negli spazi urbani affollati. E se strade e spazi abitativi si spostassero sull'acqua? Tra l’altro, quando non ci sarà più spazio sulle strade, non è irragionevole pensare che potremmo anche prendere il volo. In maniera sostenibile. Treni iperveloci che vanno sotto terra e sott'acqua potrebbero rivoluzionare non solo il trasporto pubblico, ma anche i viaggi internazionali.

Il concetto di elaborazione basata sui gesti è già in circolazione e sta comparendo in più tecnologie. È ragionevole vedere un futuro in cui ci affidiamo alla voce e all'azione per manipolare i dati in uno spazio virtuale, il futuro potrebbe infatti essere senza schermo ma con proiettori con funzionalità touch che possono trasmettere schermi utilizzabili sulla pelle, sui vestiti o su altre superfici, il futuro della tecnologia degli smartphone potrebbe non richiedere nemmeno un dispositivo in tasca, ma qualcosa che indossi o hai impiantato.

Cosa succederebbe se il tuo spazzolino potesse inviare dati al tuo dentista? O un impianto con sensori che scansiona la cavità orale? Cosa accadrebbe se specchi intelligenti potessero scansionarti e parlarti di potenziali problemi di salute, carenze vitaminiche o segnali di avvertimento di problemi sottostanti con informazioni preventive? La toilette del futuro potrebbe fare un ulteriore passo avanti analizzando le nostre deiezioni per altre verifiche?

Gli esoscheletri robotici sono già utilizzati dai militari per dare ai soldati forza e abilità extra, ma potrebbero definitivamente aiutare le persone disabili, specialmente quelle che non sono in grado di camminare o di usare le braccia, a muoversi facilmente.

Il continuo ribollire di nuove tecnologie significa che le discariche sono spesso piene di tecnologia vecchia e obsoleta. Una cosa che dovremmo certamente fare in futuro è imparare nuovi modi per riciclare, riutilizzare e riprogettare la vecchia tecnologia per ridurre al minimo gli sprechi e salvare il mondo. Idem con le macchine e con gli elettrodomestici. Almeno.

È ragionevole vedere un futuro in cui la tecnologia dovrà essere sviluppata per consentire l'uso di terreni agricoli in luoghi insoliti. Le mucche sui palazzi potrebbero sembrare un pò eccessive, ma la carne coltivata in laboratorio è una cosa reale su cui si sta già lavorando.

L'intelligenza artificiale è tutt'intorno a noi. Sarà ancora più pervasiva.

Minuscoli nanobot microscopici potrebbero essere utilizzati per scansionare e monitorare le nostre viscere per scovare problemi di salute, per riparare organi danneggiati o eseguire procedure chirurgiche complesse e delicate e rimuovere la necessità di un intervento chirurgico tradizionalmente invasivo.

Nel gaming, immaginate di pagare per un servizio in cui non avrete più bisogno di possedere una console o un computer ma giocare a giochi fascia alta direttamente sulla smart TV tramite streaming dal cloud.

Il Li-Fi è stato sperimentato ed ha un potenziale interessante per velocità di trasferimento dati super veloci, utilizza la luce per trasmettere i dati anziché le onde radio del Wi-Fi. Questa tecnologia è teoricamente in grado di trasmettere dati a velocità molto più elevate ed è anche meno soggetta a interferenze.

Impronte digitali, profili dell'iride e profili facciali ha portato alla scoperta di nuovi metodi di autorizzazione delle transazioni nelle organizzazioni finanziarie. L'uso della biometria ha consentito l'integrazione dei sistemi di prevenzione della criminalità in tutto il mondo.

Batteri che crescono e si mineralizzano in una struttura, il cosiddetto calcestruzzo vivente, sabbia, gel e batteri, funzione portante strutturale, in grado di auto-ripararsi ed più ecologico del cemento (che è il secondo materiale più consumato sulla Terra dopo l'acqua).

Ancora solo la metà della popolazione mondiale è connessa. Ci sono molte ragioni per questo, comprese ragioni economiche e sociali, ma per alcuni Internet non è accessibile perché non hanno connessione. C’è chi lavora su palloncini di elio per teletrasportare Internet in aree inaccessibili, c’è chi fa lo stesso usando i droni, chi lanciando la propria rete di micro satelliti delle dimensioni di una scatola da scarpe nell'orbita terrestre bassa, etc.

C’è chi trasforma l'85% dei rifiuti di caffè in biocarburanti per il riscaldamento degli edifici e l'alimentazione dei trasporti.

Un giorno gli incendi boschivi potrebbero essere affrontati da droni che imprimerebbero forti suoni sugli alberi sottostanti (il suono è costituito da onde di pressione, può essere utilizzato per interrompere l'aria che circonda un incendio, interrompendo essenzialmente l'apporto di ossigeno al carburante).

Lavorare di meno potrebbe significare più lavoro da fare. Con meno tempo per lavorare, si spreca meno tempo, c'è meno assenteismo e, nella maggior parte dei casi, maggiore produttività. Una settimana lavorativa più compatta incoraggia i dipendenti a rimanere più a lungo nelle aziende e funziona come strumento di reclutamento.

Gli aerogel potrebbero rivoluzionare la produzione dei device, sono incredibili isolanti e adatti come antenne leggere.

Potrei continuare per ore, anche perché lo trovo divertente e stimolante.

Ma è bene fermarsi, lo so, è un quadro che genera ipossia. Spero non spaventi.

Ma è una somma di traiettorie abbastanza certa.

E’ chiaro però che serve intelligenza, competenza, ricerca, innovazione di processo e di prodotto e la pazienza per trovare la giusta strada per il mercato.

Il tema è cosa sta prima della fine descritta all'inizio (le 377 imprese, una per ogni comune), tenuto in debita considerazione cosa ci potrebbe essere dopo la fine.

Noi siamo pronti su quella linea temporale ed esecutiva, a fare ciò che serve per affrontare il decennio (2020 -> 2030), consapevoli di cosa può accadere dopo ed in che direzione, sempre attenti all'evoluzione della domanda, mutevole ed a tratti paurosa, cangiante, come i comportamenti d’acquisto nel tempo.

Questo dobbiamo fare perché le cose in Sardegna cambino a prescindere dai vincoli e dai preconcetti del sistema.

Con un occhio di riguardo alle linee di scenario ma coi piedi ben piantati nell’economia reale.


Mia nonna materna, donna saggia ed equilibrata, gigante, che nella sua vita ne vide davvero tante, tra le altre, mi ripeteva spesso che se avessi voluto solo corteggiare le ragazze avrei dovuto coltivare fiori, se avessi voluto solo fare feste estive avrei dovuto pensare alle pesche, se invece avessi (come lei voleva) voluto pensare ai miei nipoti avrei dovuto coltivare olive.

Aveva ragione, su tutto, a partire dall'importanza della terra per il futuro delle generazioni, dall'importanza del lavoro familiare e comunitario per avere un sano e robusto uliveto, dall'orientamento al pensiero strategico. Sul fare impresa.

E non solo.


Kitzanos, infatti, mutatis mutandis, passatemi ve ne prego il parallelo, pensa a fare uliveti.

Con le persone che vogliono fare altrettanto.


As usual, ready to debate.

Buone ferie a Tutti, a prescindere da tutto.

#staytunedon #kitzanosway #backinafewdays

Un sorriso, Nicola


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