• Nicola Pirina

Perché è fondamentale proteggere l’innovazione, sempre.

Cagliari, 3 luglio 2020


Perché è fondamentale proteggere l’innovazione, sempre, in particolare durante e dopo le catastrofi socio economiche come quella in corso.


La ricerca e l’innovazione, grazie anche a chi le sa interpretare dando vita a nuove iniziative imprenditoriali, economiche e culturali, sono i principali motori della crescita economica e dell'occupazione, in definitiva del progresso per un territorio.

Già in Italia fare impresa è un’impresa, per non parlare poi dei territori lontani dai soli decisionali e finanziari, immaginiamo oggi e domani post COVID-19.

La pandemia ed il come è stata gestita, tra gli altri danni, ha prosciugato la creazione di nuove imprese innovative ed ha provocato difficoltà importanti a quelle imprese coraggiose che già si difendevano per resistere durante il go to market.


In tutte le nazioni, sia il quelle ad alta intensità di innovazione sia in quelle che stanno costruendo (non senza fatica) i sistemi nazionali, la creazione di nuove attività è diminuita drasticamente da febbraio ad oggi, pensiamo che il trend possa proseguire.

Ma sappiamo bene che i periodi di crisi sono anche grandi opportunità, politicamente si dovrebbe fare di più per prevenire la perdita di intere generazioni imprenditoriali.

Le nuove imprese innovative sono fattori chiave per la crescita economica, per la creazione di posti di lavoro e spesso sono un catalizzatore innovazioni radicali. Le nuove imprese di cui parliamo rappresentano percentuali non trascurabili dell'occupazione e generano continuamente riconversioni di professionalità.

Durante la pandemia le start-up hanno continuato a svolgere un ruolo fondamentale per le economie territoriali, molte hanno reagito rapidamente e in modo flessibile alla pandemia, esercitando pressioni positive per la digitalizzazione dei processi, dei prodotti e del lavoro.

La crisi però le mette a prova durissima, le riduce, fiacca la creazione, sfidando la sopravvivenza, limitando la crescita.


Non possiamo permetterci generazione mancante di nuove imprese, questo è il punto.


Chi coglie le nuove opportunità commerciali, chi riduce gli ostacoli all'imprenditorialità, chi fornisce i sani incentivi per il potenziamento dei potenziali imprenditoriali dei territori?

Sono più vulnerabili degli operatori storici, si impegnano in attività ad alto rischio rispetto ad altre PMI, hanno vincoli stringenti nell'accesso al credito ed ai finanziamenti, patiscono il rapporto coi fornitori e con le banche. Vanno protetti.


Come proteggere le nuove imprese innovative in questo momento caratterizzato da una significativa incertezza economica? Dal calo di ogni domanda?

Sostegno alle fragilità finanziarie delle imprese innanzitutto con misure straordinarie, sostenere le esigenze di liquidità a breve termine, garantire (non a parole) prestiti, sovvenzioni e sussidi, almeno, ma senza trascurare le specificità delle start-up rispetto alle altre PMI.

La significativa perturbazione economica avrà effetti a lungo termine sull'occupazione e l'innovazione, ma questi possono essere mitigati prendendo provvedimenti ora per il sostegno dell’industria dell'innovazione, serve un periodo di intensa ristrutturazione e solo in maniera innovativa si può costruire un'economia più forte, resiliente ed antifragile. Molte start-up o imprese innovative really disruptive sono emerse proprio da periodi di crisi.


Innovazioni radicali utili a breve termine: cyber o telemedicina, cura personale a distanza, attrezzature mediche, consegna a domicilio, trasformazione dei prodotti alimentari, telelavoro, istruzione online, ricerca dei contatti, R&D, solo per citarne alcuni.

In secondo luogo la pandemia può indurre cambiamenti persistenti nelle società, nelle abitudini e nelle necessità dei consumatori, potrebbero emergere preziose opportunità commerciali per le start-up in grado di anticipare questi cambiamenti, le catene del valore globali e le città potrebbero essere trasformate.


Questi, as usual, sono solo alcuni dei suggerimenti.

Ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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