• Nicola Pirina

Perché è importante ridefinire la cultura del modo di fare startup ed il mondo che le circonda.

Cagliari, 7 settembre 2020

Perché è importante ridefinire la cultura del modo di fare startup ed il mondo che le circonda. E non solo.

Bisogna aiutare gli imprenditori a gestire meglio l'imprenditorialità. Tutti.

Altro mondo, altro mercato, altre regole, altra domanda. Dobbiamo cambiare.


Adesso.



Ansia e depressione, tra le altre, dilagano infatti tra gli imprenditori ed aspiranti tali.

Il fondatore, ad esempio, oramai quasi toponimo, alimentato a caffè mentre rinuncia a tutto se stesso (e ad ogni altra cosa realmente importante) in cerca di successo, è stato lo stereotipo per anni, è stato incoraggiato, a tratti glorificato, dalla cultura delle startup. La passione che spinge i fondatori verso un possibile (e spesso non probabile) successo li consuma. I founders sono vulnerabili e ossessionati, questo non è salutare né utile per il successo, né a breve, né a medio, men che meno a lungo termine. In aggiunta, mai i fondatori di una startup possono, a detta dei più, dimostrare debolezza o insicurezza, guai, debbono essere icone di fiducia per investitori e dipendenti, al bando le insicurezze interiori, debbono legare la propria autostima ed identità alla propria creatura aziendale, devono essere sempre persuasivi e pervasivi, mai insicuri, mai frapporre debolezze tra la progettazione e l’impatto finale (altra monade …) ... quanta idiozia ...

Il team di Kitzanos non pensa né crede che l'imprenditorialità debba essere così.

La salute di una startup non ha bisogno di avere un impatto sulla salute mentale dei fondatori. Crediamo che la consapevolezza di sé e la preparazione mentale possano migliorare le capacità di un imprenditore, quindi possono, a loro volta, portare alla creazione di un'attività di maggior successo. Gli strumenti giusti possono aiutare gli imprenditori a superare lo stress, piuttosto che a lavorare nonostante esso. Questo è un vero punto di svolta per la cultura delle startup.

Forse banale, ma indiscutibilmente vero. Certamente uno dei primi aspetti su cui agire.

Quando gli imprenditori comprendono i loro pensieri, sentimenti e pregiudizi, sono in grado di gestire ogni stress, a prescindere dalla loro età.

L'importanza della salute mentale nelle comunità delle startup (e non solo) è uno dei cardini principali per il successo delle comunità che si riconoscono in uno startup studio come il nostro.

Intanto serve costruire una maggiore consapevolezza del sé grazie ad un ambiente riservato per il dialogo e lo sfogo, nonché per feedback inter pares. Lo stress è inevitabile nelle startup, ma imparando a essere meno influenzati da quello stress, i founders possono fare scelte migliori per se stessi e per le loro startup. In fondo, anche scientificamente, le pratiche di consapevolezza aumentano la materia grigia nell'ippocampo (parte del cervello che svolge un ruolo importante nella memoria e nell'apprendimento) e migliorano l'elaborazione visuale e spaziale, la memoria di lavoro e il funzionamento esecutivo.

Lavorando quotidianamente poi sulla competenze e conoscenze dei founder, discutendo le scelte chiave che devono affrontare, facendo delle pause e lavorando per superare convinzioni limitanti, li si aiuta a considerare le prospettive degli altri ed ad affrontare le sfide con curiosità.

Le paure e le difficoltà di uno sono quasi quelle di tutti. Basta, con garbo e rispetto, socializzarle. Serve quindi antifragilità, anche e soprattutto dal punto di vista umano.

Le persone antifragili sono quelle che crescono quando sono esposte a casualità, disordine e fattori di stress, amano l'avventura, il rischio e l'incertezza. Taleb docet.

I founder sono così, quelli buoni.

La maggior parte dei fondatori raramente ha l'opportunità di parlare delle sfide dell'imprenditorialità con qualcuno che è ben informato e che non sente il bisogno di impressionare, soverchiare, comandare.

Integrare la consapevolezza di sé nell'esperienza imprenditoriale aiuterà a prevenire il burnout, incoraggerà una migliore salute mentale e fisica e creerà migliori dinamiche di squadra.

Il mondo ha bisogno di soluzioni grandi e audaci per i problemi più spinosi che hanno un impatto sull'umanità. Problemi come la salute, il cambiamento climatico, l’istruzione, la mobilità, l'esplorazione dello spazio, l'esplorazione oceanica, la carenza di cibo e la violenza di massa richiedono che tutti gli stakeholders sviluppino soluzioni, startup ed imprese in primis.

Per il nostro settore questo significa una nuova era di pensiero su innovazione e opportunità di business, in particolare per gli imprenditori.

A partire da quelli antifragili.

Stiamo assistendo alla fine dell'era imprenditoriale che ha definito gli ultimi trent'anni anni. Il giovane studente universitario appena laureato non è necessariamente la persona più dotata per risolvere la più grande crisi dell'umanità. Ci vuole un team di esperti e imprenditori esperti per costruire queste nuove attività dinamiche.

Fino ad ora, queste sfide sono state affrontate dai programmi interni dei principali attori tecnologici o da programmi governativi. Sebbene entrambe queste strade per lo sviluppo siano ancora attive e forse, per parte, utili, gli startup studios sono versatilmente più adatti alle attuali sfide che dobbiamo affrontare nell’industria dell'innovazione.

A differenza degli altri attori (e sedicenti tali) di settore che reclutano startup e le finanziano per una rapida crescita in cambio di azioni, gli startup studios sono aziende (per lo più costituite da imprenditori e innovatori seriali con grande esperienza negli investimenti) che hanno le competenze interne e la pazienza per costruire le proprie startup da zero.

Guidando con nuovi approcci e idee, combinano sviluppo, stabilità del team e risorse per costruire aziende che richiedono roadmap a medio lungo prima della redditività.


Il vecchio schema delle exit semplicemente non è più il tipo di incubazione di società disruptive e tecnologiche di cui abbiamo bisogno.

Non è più l'era del fallimento veloce, quel modello mette a rischio l'umanità.


Invece, stiamo entrando in un'era di sviluppo sostenibile della tecnologia che fornisce attività basate sul valore a lungo termine.

Servono ambienti collaborativi che consentano integrazioni orizzontali di ricerca, competenze, tecnologia e scenari.

L'innovazione si blocca quando è lasciata nelle mani dei monopolisti.

Servono startup studios indipendenti, come il nostro, è l'unico modo per avere davvero soluzioni diverse e di possibile impatto per risolvere i grandi problemi che abbiamo davanti.

Non mancano buone idee, ma l'esecuzione richiesta per creare un'azienda di successo è una partita completamente diversa.

Il vecchio modello non è costruito per sviluppare scienza e innovazione tecnologica in maniera approfondita.

Quando parliamo di costruire startup, stiamo davvero parlando di costruire innovazioni sostenibili in grado di stravolgere i modi tradizionali di fare le cose.

Portando al paradosso il concetto, questo potrebbe significare, ad esempio in Sardegna ed in territori simili, portare imprenditoria dove non c’è. Basico.


A differenza dei passati modus operandi, gli startup builder non investono in startup esistenti. Prima di tutto, lanciano le proprie idee in rapida successione. Propri MVP (Minimum Viable Product), propri PoC (Proof of Concepts), ogni anno, tutti gli anni, nelle comunità dove servono.


Pensiamo, come Kitzanos team, che ogni idea di business meriti di essere esaminata, ma che meritino di vedere la luce del giorno solo quelle di prospettiva, anche se non supportate da un team solido, proiezioni finanziarie, strategia di marketing o altro gergo comune nel lessico delle startup.

Tutto si costruisce e può essere migliorato nel tempo, by trial and error.

Il futuro di un'idea può essere previsto solo dopo aver testato il suo MVP.

Il mondo sta cambiando rapidamente e così anche le business strategy debbono adattarsi e cambiare a loro volta.

Ma non rifacciamo l’errore di inseguire solo unicorni.

Pensate a come hanno reagito le aziende tradizionali durante il boom delle startup degli anni '90 e poi di nuovo nel 2008. In primo luogo hanno cercato di ignorare le startup. Poi le hanno derise (Tesla), infine combattute (Uber), ma l'innovazione era così buona che ha piegato il resto.


Pensiamo ai nuovi modelli per il nuovo mondo ed andiamo avanti con altrettanta determinazione. That's #Kitzanosway #lifestylebusiness #sempredallapartedeiclienti

As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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