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Prevenire è meglio che curare. Anche per la Compliance aziendale.


Serve qualcosa di concreto ed incisivo prima di organizzare l’azienda a ricevere i disposti della compliance. Che tu sia una nuova azienda o una realtà consolidata, come sempre, prevenire è meglio che curare.


Vediamo perché e come.


Nella complessità, le attività di un singolo rappresentante dell’organizzazione modificano l’organizzazione stessa, per questo prima della compliance servono spinte gentili, fatte dagli architetti delle scelte, interni o meno che siano all’azienda.


Nell’economia comportamentale, l’architetto delle scelte è colui ha la responsabilità di organizzare gli ambienti nei quali gli individui (management, quadri e dipendenti) prendono decisioni o le eseguono. Nelle attuali realtà aziendali italiane, molti lo sono già senza magari neanche sapere d’esserlo. Pensiamo ad esempio a chi disegna le schede elettorali o i responsabili delle mense, fino agli esempi più plateali come la classe medica con la descrizione dei trattamenti ai pazienti o gli chef coi menù.


Essere in grado di influenzare, anche se solo indirettamente, le scelte del prossimo è scienza applicata oramai in maniera consolidata. Alla base, naturalmente, ci deve essere un’ottima comprensione del comportamento altrui, nonché la consapevolezza che ogni dettaglio conta ed è fonte di potere.

E’ il concetto, se vogliamo anche politicamente scorretto, di paternalismo libertario. Sopra c’è anche un Nobel però, non sottovalutiamo. Questa corrente di pensiero sostiene che sia lecito per questa particolare categoria di architetti  cercare di influenzare i comportamenti delle persone per incidere nelle loro vite. Ed avere miglior funzionamenti aziendale, dei processi e così via.


Libertario perché non fondato su obblighi (che stimolano l’opposto) bensì perché concede al prossimo la scelta personale finale più aderente.

Le scelte, pertanto, non vengono né impedite né rese tortuose, banalmente sfruttano l’inerzia, in lingua sarda Su Connottu, tipica dell’umanità. Senza nascondersi dietro un dito, infatti, possiamo tutti ammettere che le opzioni ricorrenti e semplici ci mettono a nostro agio, cambiare e pensare fa fatica perché bisogna valutare nuove alternative ed altre possibili conseguenze, mentre, si sa, il nostro cervello ed il nostro modus operandi sono essenzialmente programmati per risparmiare energia. Le persone errano in maniera sistematica. E viceversa.


La nostra limitata capacità di attenzione può essere sfruttata, soprattutto perché, ahinoi, siamo drammaticamente conformisti.

Macchine intelligenti che distribuiscono biglietti gratuiti a chi fa sport, mense che limitano il consumo di cibo spazzatura semplicemente collocandolo in spazi differenti per luogo ed altezza, wi-fi gratuito per chi dimorava all’ombra (prevenzione sui tumori della pelle, mosche stampate nei sanitari dei bagni degli aeroporti. E così via, la lista del già realizzato può essere variopinta ed infinita. Idem dal lato delle politiche pubbliche.


Imbeccata, stimolo, indizio, sprone o gomitata. Chiamatelo come volete ma ci può orientare intenzionalmente a prendere alcune decisioni invece che altre.

E si sa, certe idee possono cambiare il mondo. Anche in azienda. A volta, ragionare sui problemi in maniera non ortodossa aiuta, magari progettando ambienti decisionali intuitivi.


W la vita sempre, Vostro affezionatissimo

Avanti tutta!

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