• pirina8

Prima o poi, un tuffo bello, lo vede anche un trampolino.

Cagliari, 17 settembre 2021

Finito il 2019 il mercato del lavoro sembrava in lenta ripresa dopo la crisi finanziaria di inizio decennio, ma l'aggregato delle ore lavorate era ancora inferiore al periodo pre 2008 e, contemporaneamente, il sistema di istruzione e formazione rimaneva poco inclusivo e disperdeva moltissime risorse; l'inefficienza dei sistemi di generazione delle competenze, unita alle conseguenze dei salti tecnologici, tutti quantici, causavano un crescente disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, 1/3 delle aziende italiane lamentava difficoltà di reclutamento e 1/4 dei profili professionali era di difficile reperimento.

L'irrompere della pandemia, o meglio della gestione delle sue conseguenze, tuttavia, ha imposto un radicale cambio di prospettiva, spostando il focus sulla difficoltà strutturale di inserimento / reinserimento occupazionale, che si concentra soprattutto sui giovani, sulle donne e sulle categorie più deboli, questo causa, tra gli altri, processi di polarizzazione asimmetrica del mercato del lavoro, tutti sfavorevoli.

Più di 1/3 della forza lavoro attuale svolge professioni che cresceranno nei prossimi dieci anni, mentre rimarranno stabili il 20% delle professioni e si registrerà una decrescita per la restante %. Solo poco più della metà delle professioni in crescita, tuttavia, sono collegate a vario titolo alla tecnologia, aumenteranno anche professioni legate alla cultura, alla comunicazione e marketing, al terziario avanzato, ai servizi di cura (di carattere sanitario e non), all'insegnamento e alla formazione. Diminuirà l'occupazione nei settori collegati all'estrazione di carboni fossili, rallenteranno molto tessile, carta e stampa, mentre aumenteranno media, telecomunicazioni e servizi di rete.

Sostenibilità, primario, logistica, istruzione, energia, prevenzione e sanità rimarranno i pilastri trasversali su cui puntare in maniera decisa.

I processi di polarizzazione si invertiranno: la crescita dell'occupazione si concentrerà sui livelli di qualifiche più alti. Finalmente.

Sarà necessario identificare competenze e caratteristiche più frequentemente associate alla crescita personale che alla trasformazione delle professioni: apprendimento attivo, adattamento, anticipazione, comprensione degli altri, problem-solving, poi servirà un ecosistema di competenze aggiuntive – capacità di analisi, conoscenze e abilità tecniche, attitudini cognitive, infine un set di competenze ibridanti – informatica, gestione di impresa, capacità di valutazione sistemica, psicologia, ideazione e originalità, adattabilità – che derivano da processi evolutivi di scomposizione e ricomposizione dei gruppi di competenze collegati alle professioni.


Il Covid ha accelerato grandi tendenze che riconfigureranno il lavoro anche dopo che la pandemia si sarà affievolita. Il lavoro a distanza e le riunioni virtuali, che non incidono sulla produttività, continueranno, anche se meno intensamente rispetto al picco della pandemia. Il lavoro a distanza potrebbe anche incidere sui viaggi d'affari (o presunti tali), mentre i viaggi di piacere e il turismo probabilmente rimbalzeranno verso l'alto dopo la crisi. In piena espansione l'e-commerce e le altre transazioni virtuali come la telemedicina, l'online banking e l'intrattenimento.

D’altra parte, che internet avrebbe svuotato le città e rivoluzionato il lavoro in presenza lo si è detto per tantissimo tempo senza che questa rivoluzione sia in realtà mai avvenuta (o almeno non nella misura prevista).

Le modalità e la cultura del lavoro sono e devono essere considerati in evoluzione permanente. Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento di attitudine da parte dei datori di lavoro intelligenti, che sono alla ricerca di alternative più flessibili, più remunerative ma più redditizie per l’azienda, offrono ai lavoratori maggiore autonomia e un maggiore investimento personale nella vita fuori e dentro l’ufficio.

In un futuro non troppo distante, quindi, il lavoro cambierà molto più di quanto non sia cambiato negli ultimi 10, i dipendenti avranno la possibilità di scegliere dove e quando lavorare, i lavoratori più motivati si sentiranno imprenditori all’interno della propria azienda, gli uffici diventeranno ambienti molto differenti, robot, computer e macchine svolgeranno un ruolo ancora più importante.

Il punto, oggi, è riuscire a lavorare ovunque e quando serve, sviluppare cioè un approccio che funzioni sia per l’azienda che per il dipendente, dove la produttività non si misura in base a ciò che un manager vede e riesce a controllare, ma piuttosto viene valutata in base ai risultati, con team sempre più dispersi.

Le aziende devono passare a un modello distribuito, anywhere si dice negli ambienti vip, imparando prima, però, a gestire realmente una forza lavoro distribuita.

E’ difficile, certo, ma non impossibile, è forse la sfida più grande che le organizzazioni abbiano mai affrontato. Per realizzare qualsiasi nuovo modello organizzativo, è essenziale che la struttura esistente tenga il passo del nuovo scenario, per questo il cambiamento continuo come stile di vita aziendale è indispensabile. Le organizzazioni devono essere in grado di abbracciare effettivamente questo potenziale, promuovendo i vantaggi di business che derivano da questo approccio anywhere.


Il cambiamento globale a cui abbiamo assistito, ovvero l’allontanamento dall’ufficio come ambiente operativo fisso e permanente, rende a ben vedere improprio lo stesso termine lavoro da remoto. Per molti non ci sarà più – o già non c’è – un luogo fisico centrale rispetto al quale i dipendenti possono essere remoti. Oggi sta diventando chiaro che i dipendenti non sono più definiti da un unico luogo. Ora più che mai è importante capire che un’azienda non è unicamente un’entità materiale, ma un insieme costruito su risultati, sul duro lavoro e sul benessere e la felicità degli individui che lo compongono.

L’elemento umano del lavoro è finalmente arrivato alla ribalta.


Questo è il 2030. Almeno. I millennial e la Generazione Z ora costituiscono la maggior parte della forza lavoro e il lavoro si svolge ovunque. Un manager di TikTok cura i contenuti a Lollove per una società di energia verde con sede a Shenzhen, non avendo mai messo piede all'interno dei rispettivi edifici.

E’ pagato a condizioni contrattuali che non esistevano solo un decennio prima. Punto.


La gestione della complessità e dell'ambiguità avrà il maggiore impatto sul modo in cui lavoriamo, la responsabilità sociale dominerà l'agenda aziendale con le principali preoccupazioni per l'ambiente e il benessere delle persone, le aziende si suddivideranno in reti di collaborazione di organizzazioni più piccole, il lavoro in una professione o lavoro per un lungo periodo di tempo scomparirà, i team di leadership sostituiranno i singoli leader, concentrandosi principalmente sullo sviluppo di culture aziendali positive e inclusive.


Solo una prospettiva che vede l’elemento umano e quello tecnologico come integrati può aiutare le aziende a superare i conflitti derivanti dal binomio uomo-tecnologia, adottando tre cambi di paradigma: alimentare il senso di appartenenza unitamente al desiderio di individualità ed unicità della singola persona, creare sicurezza in un mondo in costante divenire che si reinventa, agire nell’era dell'incertezza perchè tutto è in divenire.


Le competenze umane sono e continueranno ad essere insostituibili.

La tecnologia le completerà e le renderà più lineari senza sostituirle.

Capacità di giudizio, curiosità, sapere come muoversi in situazioni complesse, contribuire creativamente sono solo alcune delle cose che nessuna macchina può replicare o sostituire.


Questo scenario prefigura un futuro di gestione responsabile, il che significa che la rapida evoluzione tecnologica è accompagnata da una crescente consapevolezza dei suoi pericoli così come dei benefici.

La ricompensa di questi sforzi sarà una forza lavoro più resiliente, più talentuosa e meglio pagata, in una società più robusta e finalmente equa. Almeno lo spero.

Ogni azienda è un trampolino, prima o poi un tuffo bello lo vede, non prenderà solo botte o vedrà esclusivamente scivoloni.


Come sempre aperto al dibattito ed alle argomentazioni, auguro buon futuro a tutti.

Un sorriso, Nicola


140 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti