• Nicola Pirina

Riflessioni sul vantaggio dell’arretratezza.

Sardegna, 21 giugno 2021

E’ del 1965 la teoria dell'industrializzazione tardiva.

Basata sul concetto semplice che i paesi in ritardo di sviluppo possono abbreviare i tempi della propria crescita grazie all'adozione delle tecnologia altrove già consolidate ed in uso, la teoria diceva che tanto più un paese è arretrato, quanto più sarà intenso il suo accrescimento industriale, perché industria pesante, centralizzazione produttiva, irrilevanza del rapporto tra sviluppo agricolo e sviluppo industriale erano punti fermi intoccabili.

Il vantaggio dell’arretratezza, diceva appunto Alexander Gerschenkron, lo studioso che ha elaborato la teoria di cui sopra, perché chi arriva dopo, sosteneva, si può giovare dei vantaggi derivanti dalle innovazioni già sperimentate prima ed altrove, senza gli errori ed i rischi iniziali di chi aveva già affrontato il percorso.

Ma è evidente che gli anni passano, che le accelerazioni tecnologiche sono progressivamente iperboliche, che il mondo reale ed i contesti diventano diversi in men che non si dica. Evidente che progressivamente ci sia stata la necessità di superare strategie di accrescimento socio economico basate sull’imitazione.

Bisogna cercare cammini differenti.

Già.

Ma si sono sono cercati davvero modelli differenti?

Bisogna andare oltre l’immediato orizzonte, non accodarsi al già fatto.

E’ necessario avere una visione chiara e in costante evoluzione per far si che sia sempre anticipatrice delle evoluzioni del contesto.

La crisi energetica del 1973, uno degli esiti della Guerra del Kippur dello stesso anno, condusse ad una impennata dei prezzi e ad una repentina interruzione del flusso dell'approvvigionamento di petrolio verso le nazioni importatrici. Tra cui la nostra.

Pensate sia cambiata molto la situazione a livello di geopolitica internazionale?

Progetto Sardegna, il piano di rinascita del dopoguerra. L’OECE, istituita il 16 aprile del 1948 per coordinare e controllare la distribuzione degli aiuti statunitensi del Piano Marshall, governò la partita dal ‘57 al ‘61. Il progetto aveva come perno la comunità quale elemento imprescindibile per lo sviluppo economico in quanto detentrice di saperi materiali e culturali essenziali per lo sviluppo locale. In parallelo, altra azione fu quella dell’UNLA (Unione Nazionali per la Lotta contro l’Analfabetismo).

Continuò ad imporsi l'italiano a discapito di tutto il resto.

I nuovi innovatori devono farsi spazio per riuscire a concorrere quindi competere coi vecchi.

Con l’adeguamento necessario, si potrebbe dire anche qui, basta col trasformismo molecolare. Le vecchie litanie non hanno funzionato.

Memento per il PRRN e per la nuova programmazione 21-27.

Ma è davvero necessario che, arrivati nel 2021, ci sia sempre qualcuno che ci deve dire cosa siamo e come dobbiamo vivere?

E’ possibile che ancora oggi prosegua la litania dei sardi che non si meritano la Sardegna e così via?

Ma arretrato a chi?

E poi, arretrato rispetto a cosa?

I nostri sono piccoli villaggi, però, se guardiamo con attenzione ai nostri piccoli paesi, vediamo che ognuno ha i suoi personaggi, il suo canto, la sua varietà, sono comunità vive.

In azienda, da noi, siamo oramai quasi una quindicina, ognuno viene da un paese diverso ed a loro volta lo stesso i nostri genitori.

Ognuno ha da mostrare qualcosa all’altro che sicuramente l’arricchirà.

Ognuno mostrerà e valorizzerà le sua peculiarità, la sue unicità, le sue differenze … perchè è giusto così, non bisogna sempre ripetere le stesse cose nella stessa lingua, non bisogna ripetere la stessa lagna … né bisogna mangiare sempre la stessa pietanza …

Diversità è ricchezza.

Noi giovani abbiamo ereditato un patrimonio immenso, tra cui la lingua oltre l’ambiente e la storia di un’importante sequenza di popoli uniti che si sono riconosciuti in una Terra, la Sardegna.

Cantando una poesia si racconta una storia alle persone.

Anche questa è una tradizione da tramandare per non perderla.

Ogni paese ha le sue poesie, ha il suo canto, ha il suo ballo, ha i suoi poeti, ha i suoi pittori.

Non so Voi ma, almeno per me, la misura è colma.

As usual, ready to debate.

Un sorriso, Nicola


94 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

La forcella.