• Nicola Pirina

Speranza e comunità nella nuova realtà.

Cagliari, 4 settembre 2020



Si aggraverà la disoccupazione, sarà ciclico il problema socio sanitario, per molti peggiorerà la vita ordinaria, ogni industria (tranne Amazon e pochi altri?) subirà una potente battuta d'arresto, il disagio si potrebbe tramutare in dolore, l’isolamento potrebbe isolare ancora di più.

Per quanto desolante possa sembrare questa previsione, dobbiamo invece consapevolmente generare speranze percorribili e sfruttare la resilienza della comunità locali per ricostruire la nuova realtà. Serve un’impresa generazionale per riprenderci, è necessario aumentino le misure di pianificazione nelle comunità per affrontare le crescenti disparità sociali ed economiche.

Non abbiamo altra scelta.

E dobbiamo sforzarci di farlo a prescindere dalle politiche pubbliche, siano esse comunitarie o locali.

Quando arriveranno valuteremo come sono e se sarà il caso di utilizzarle.

La lecita perplessità potrebbe essere sul tentativo di cercare speranza in tempi di disperazione.

In effetti, banalizzando, i ricchi sono più ricchi, i poveri più poveri e globalmente sta andando a scomparire la classe media. La perdita delle fasce medie ha danneggiato le nostre economie. Molti soccombono finanziariamente alla recessione economica, spinti nelle fila dei (lavoratori) poveri, dove i mezzi di sussistenza oscillano tra (sempre meno) buste paga e lavori temporanei, che hanno sostituito la stabilità economica (già segno distintivo dei baby boomers e relativa prole) … i boomers avevano molte più probabilità di avere un'occupazione a lungo termine e forse anche una pensione … entrambi ora sono un sogno irrealizzabile per la maggior parte delle persone ...

I territori e le loro comunità hanno combattuto piaghe in ogni epoca e, in ciascuno di quei periodi storici, tra il dolore e la disperazione, è emersa sempre la ferma e determinata risoluzione, unanime, di non tollerare mai più le condizioni che hanno alimentato quelle pandemie (ed i prodromi e gli acceleratori sottostanti che le hanno favorite ed aggravate). Storicamente, i territori e le loro comunità hanno risposto adottando misure severe per migliorare la vivibilità dei luoghi, combattere povertà e cattive condizioni di vita.

E’ bene pertanto rimanere concentrati sulla ricostruzione delle comunità locali.

Le persone prima di tutto. Dovremo essere consapevoli di affrontare la salute mentale dei cittadini tanto quanto l'economia.


Cos'altro deve accadere perchè i territori innovino e diventino più più resilienti?

Più attività chiudono, più a lungo durerà la recessione.

Dov'è la nuova impresa?

Dove sono i nuovi modelli di business dell'economia circolare?

E’ il momento di ripensare a come è organizzata la nostra società.

E’ il momento di generare le nuove imprese per la nuova domanda.


Le misure prese per affrontare la pandemia hanno messo il mondo in una situazione storicamente inedita: la crescita dell'economia globale si è quasi fermata.

Certo alcuni settori finanziari sperimentano comunque una forte crescita, ma il blocco totale o parziale è stato un evento epocale.

Se le misure adottate siano giustificate (o meno?) non è la questione principale. Perché nulla supera l'importanza del fatto compiuto, l'incantesimo della modernità occidentale è stato spezzato.

La modernità ha attraversato crisi profonde (almeno '29, '73, ‘08) ma, oggi, lo stile di vita consumistico ha dovuto cessare, indipendentemente dalle cause.

And so what? Cosa accade quando un evento genera disillusione?

Per la prima volta l'umanità è sgomenta di fronte all'ignoto.


Siamo soverchiati da raccomandazioni che riguardano modelli di crescita, senza che ci sia una nuova e sostenibile idea di crescita e sviluppo.

La risposta alla pandemia ha comportato l'adozione di comportamenti precedentemente considerati incompatibili con il preesistente modo di vivere, ciò che prima non era possibile, oggi è realtà. Passiamo più tempo con le persone a cui teniamo di più, consumiamo meno, abbiamo stabilito un senso nel contesto in cui viviamo, stiamo prendendo coscienza del quartiere e del paesaggio urbano o naturale che ci circonda, abbiamo imparato come la tecnologia possa offrire la possibilità di esercitare funzioni fino ad ora praticabili solo attraverso il movimento fisico o di quantità di mezzi, abbiamo scoperto che la scienza è il modo più diretto per proteggere la natura e per prendersene cura, per comprenderla, per combattere i suoi aspetti nocivi, abbiamo riscoperto di essere fragili e legati gli uni agli altri.

Il virus non è venuto per sterminare l'umanità, non era necessario, lo stavamo già facendo noi.

Quali sono le caratteristiche che hanno permesso il salto evolutivo degli ultimi quindicimila anni? La cooperazione e l’apprendimento.

La capacità di cooperare in gruppi insieme alla capacità di apprendere continuamente dalle esperienze sono tra le principali risorse che possono portarci ai cambiamenti necessari per sopravvivere e uscire nuovamente dal guado in cui siamo.

Che saremo in grado di sconfiggere la pandemia è chiaro.

Che saremo in grado di trovare uno stile di vita equilibrato, giusto, prospero e sostenibile dipende solo da noi.

Ma si può fare. A partire dalle pratiche concrete delle nostre comunità locali.

#Kitzanosway già lo fa ...

As always ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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