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Tecnologia, dichiarazione dei redditi e diseguaglianza sociale

C’è qualcuno, non commercialista od aspirante tale, che si è cimentato ultimamente nella compilazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche?

Avete presente il sudoku ed i suoi vari gradi di difficoltà?

Con la prossima dichiarazione, dopo le prime informazioni inserite, il sistema dell’Agenzia delle Entrate avviserà il contribuente che proseguire nella compilazione sarà: facile , medio , difficile, diabolico….

Ma perché è cosi difficile pagare le tasse?

Davvero nell’era della tecnologia non riusciamo a semplificare?

Servono nuove leggi o è meglio abolirne il più possibile?

La domanda non è semplice, ma le soluzioni tecnologiche sono a portata di mano.

Un esempio su tutte.

Se diventasse obbligatoria per tutti la fattura elettronica e si aumentasse la possibilità di detrarre spese che al momento non sono contemplate (perchè non posso detrarmi le spese dell’idraulico mentre posso detrarmi le erogazioni liberali a partiti politici?) ci sarebbe la possibilità, con big data e sistemi di matching, di verificare immediatamente la correttezza delle dichiarazione di chi fornisce i servizi e di chi li riceve.

L’aumento della platea dei controlli farebbe emergere redditi al momento nascosti e limiterebbe l’evasione, consentendo l’inizio di una riduzione delle aliquote fiscali non più rinviabile.

Non sarebbe più conveniente non fatturare, perché  il vantaggio fiscale che otterrebbe il beneficiario del servizio sarebbe tale da non consentire un pari sconto dal fornitore del servizio.

Giova ricordare che il massimo risparmio d’imposta, per le poche spese detraibili al momento è pari all’8,17% (19% di detraibilità per 43% aliquota marginale massima).

E’ impensabile trovare un commerciante che pur di non fatturare ci faccia uno sconto maggiore di tale percentuale?

Eppure sembra semplice: ma perchè non si fa niente?

Lobby dei commercialisti?

Lobby dei burocrati dell’Agenzia delle Entrate?

Lobby degli evasori?

Lobby del “vogliamoci bene ed arrangiamoci, non disturbiamo chi paga poco e paghiamo tutti il meno  possibile”?

O più semplicemente la politica non è in grado di scelte drastiche, inizialmente impopolari ma che hanno la forza di rompere quella situazione di inazione e ineluttabilità dello status quo al quale siamo abituati dalla nascita…..?

Non dobbiamo rassegnarci, prima o poi arriverà un “coraggioso illuminato”, che senza limitarsi a ricordaci che il livello di evasione è tra i 250 e 270 miliardi di euro ed il PIL sommerso arriva a 540 miliardi di euro (Eurispes), farà finalmente qualcosa, oltre a ridurre l’Iva sulle protesi dentarie ed il bollo auto….

Semplificherà, sfrutterà la tecnologia che aspetta solo di essere utilizzata, e magari, abbassando le aliquote renderà le pene per gli evasori più certe, senza possibilità di patteggiamento per i soliti noti…

In attesa del suo arrivo continuiamo a chiedere “quanto costa senza fattura?” ed abbocchiamo ai menestrelli della “Flat Tax”, ultima trovata anticostituzionale per  i gonzi, alla faccia della lotta alle diseguaglianze.

Ci stiamo dimenticando della progressività della tassazione (di cui vi è traccia già nel Vecchio Testamento, se non vogliamo arrivare sino ad Adam Smith); anche se c’è chi sostiene che il benessere dei ricchi porti benefici anche ai poveri……amen.

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