• Nicola Pirina

Un nuovo modo di pensare al lavoro ed alle persone, che sia smart, tech ed in rete.

Cagliari, 5 agosto 2020



Per avere smart working propriamente detto servono datori di lavoro e dipendenti intelligenti, responsabili e comunque produttivi a prescindere da tutto.

Il resto sono chiacchiere o, al massimo, temi da sindacato.

Così come per avere smart city servono cittadini, amministratori, dipendenti di pubbliche amministrazioni ed imprese (ed i loro dipendenti) intelligenti, diversamente, anche in questo caso, non parliamo di nulla.

Inutile ragionare per slogan ed etichette (peraltro pensate e generate per altro).

Inutile spiegare le cose nuove con gli schemi vecchi.


Che si lavori da casa propria o negli uffici a tempo, in un coworking, aeroporto, treno, stazioni, aerei, spiaggia o montagna, poco cambia. Oramai è chiaro che c’è un nuovo stile di vita ed una destrutturazione degli ambienti di lavoro tradizionalmente intesi.

E del lavoro stesso.


Il tema del futuro del lavoro intelligente, infatti, non è più nella quantità (di ore o metri quadrati), ma nella qualità delle relazioni e degli ambienti intellettuali e tecnologici.

Serve infatti immaginare nuove comunità collaborative che stanno insieme non per il design degli spazi o per inseguire le mode del momento.

Serve una marcia in più. Questo vale per il privato ma anche per il pubblico.


Certo, un’agenda eventi e formazione adeguata sicuramente aiuta, ma è subordinata, è un di cui. Certo, il bar e l’entertainment sono un collante importante.

Ma sempre subordinati.

Se negli ambienti di lavoro condiviso si cerca solo di massimizzare il profitto per postazione si sta guardando al passato.


Oggi serve immaginare una location come se fosse una località, un villaggio, con una struttura familiare che possa contemporaneamente essere sperimentale.

Chi l’ha detto che negli stessi ambienti non possano convivere dei cooker ed i gamers?

Cos’è che fa scattare la combinazione di neuroni che consente ad un ambiente di lavoro di essere fertile, divertente, produttivo e libero?

Immagino serva un approccio selettivo con cui non si inseguono i migliori in assoluto ma quelli che stanno meglio insieme, perché costruiranno relazioni e collaborazioni più stabili, saranno più efficienti nell’execution, saranno colleghi felici.


Si possono omogeneizzare diverse comunità intellettuali?

Probabilmente sì, bisogna però individuare al meglio qual è la specializzazione produttiva e di pensiero su cui far convergere le diverse anime.

Lo stesso ambiente deve essere anche open innovation friendly, in maniera tale da contaminare anche le grandi aziende e le pubbliche amministrazioni.


Chi l’ha detto che in un ambiente di lavoro evoluto non possano coesistere le esigenze di chi è genitore, di chi ha animali, di chi ha necessità di un ambiente rurale o marino?

Chi l’ha detto che non possono coesistere i servizi legali e contabili con le società che si occupano di intelligenza artificiale o machine learning?


Immagino oramai dei luoghi ibridi che stanno a ridosso della ricettività informale diffusa, perché anche i viaggiatori sceglieranno le esperienza alle offerte standardizzate.

Immagino luoghi con IOT e automazione, aree dinamiche intelligenti, dashboard interattivi controllati attraverso uniche interfaccia unificate.

Immagino luoghi che semplificano la vita delle persona, a partire dalla vita lavorativa, senza trascurare la salute ed il comfort.


Cambierà la geografia del lavoro e quella dei luoghi di lavoro.

Per un periodo aumenterà la disoccupazione e le big corp inizieranno a dismettere i grandi immobili per favorire lo smart working aliunde.

Il valore sarà insito nella connessione tra le persone e nella possibilità di poter fornire ambienti in cui il pensiero creativo sfoci direttamente in design creativo.

Il nuovo lavoro incorporerà senza dubbio i meriti human and tech: l'uso di strumenti digitali per espandere le capacità operative e coinvolgimento di una forza lavoro più ampia che si appoggia strategicamente su spazi fisici diversamente configurati.


Penso che ci sia abbastanza spazio e domanda sul mercato per più di un leader in questo senso, specie per chi segue la logica dell'essere big fish in small lake.

Serve creare una comunità di individui affini, dove sono facilitate le esperienze fortuite, le conversazioni estemporanee, dove si possa imparare ed insegnare contemporaneamente. Dove tutti siano parte attiva per la costruzione dei progetti per il futuro, possibile e comune.

Flessibilità e accessibilità, professionisti, persone e micro o piccole imprese.

Cerchiamo i viaggiatori, contaminiamoci positivamente.


Per i nostri genitori l'obiettivo era trovare un lavoro e ove possibile salire la scala sociale fino a quando non potevano ritirarsi. Ed anche l’operaio voleva il figlio dottore, recita una poesia.

Oggi non solo i millennials vivono per e di progetti. E gli sta bene. Durate anche incerte ma contingentate nel tempo. In giro, viaggiando, con grande varietà di contenuti professionali e culturali.

Cloud, telco, IOT e così via hanno già fatto il resto.


Sarà blend l’ufficio di domani, un pò reale un pò virtuale, un pò sala riunioni un pò a casa un pò in spazi condivisi.

Il futuro del lavoro includerà la costruzione di una comunità fidata di partner e stakeholders per generare idee e collaborare a progetti, il tutto in spazi ad alta densità di creatività, progettati per accelerare l'apprendimento, produttività e la creatività stessa.


Questi ambienti saranno frequentati dai nuovi grandi leader di pensiero, collegheranno imprenditori ed i nuovi free lance, tutti al servizio della creazione di aziende orientate alle soluzioni e della costruzione di un mondo migliore, che sappiamo sia possibile.

Col consolidarsi dell’affermazione di megatrend come l'economia della condivisione e l'economia digitale, gli effetti sulla economia fisica e reale non saranno più reversibili.

Le strutture per le conferenza, per gli eventi, per le fiere, per l’apprendimento cambieranno.


Il focus è e rimane sulla sostenibilità e sulla qualità delle persone, servono menti eccezionali e volenterose, che fanno più di quanto richiesto, che hanno eccezionali capacità comunicative, che sono un passo avanti, che sono buoni ascoltatori e osservatori, servono persone affidabili e responsabili, con iniziativa, che sanno come riempire gli ambienti con energia positiva, adattabili, risolutori di problemi, che non si lamentano, auto-motivati e capaci di motivare gli altri, grintosi nell'affrontare nuove sfide, intelligenze che apprendono e pensano velocemente , che amano il loro lavoro, ben organizzati ed efficienti.


Non è la luna, è pieno di belle persone con queste qualità, bisogna dargli un valido e solido motivo per mettersi insieme per affrontare le sfide del nuovo domani.

Noi proveremo a farlo.


#staytuned #kitzanosway

As usual ready to debate.

Un sorriso, Nicola


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