• Nicola Pirina

What about us? What about eachothers? Why we cannot use this situation to change?

Cagliari, 18 aprile 2020 (43° giorno di quarantena)

What about us? What about eachothers?

Why we cannot use this situation to change?

Parlando con gli amici, per fortuna tanti, mi viene da riflettere su alcuni temi.

Secondo me poco indagati ed anche meno espressi.

Ad esempio (i nomi sono, cristianamente, di fantasia), con Francesco abbiamo discusso di understatement, con Matteo della matematica, con Giacomo di visionari, con Giobbe di intellettuali, con Luca di mercato.

Preservo la giusta privacy dei miei interlocutori, non è questo il punto, loro si sfogano con me per il lavoro, per la famiglia, per lo stato, per la regione, per la pubblica gestione, per le banche, per la famiglia, per i soldi … e praticamente hanno sempre e solo ragione … gli serve solo uno che tenga il sacco ;-) … e loro lo fanno con me … e gliene sono infinitamente grato ;-)

Ed io, che oramai rappresento a me stesso il topos del rincretinito ai domiciliari, elaboro congetture. Che poi vi ripropongo. Vostro malgrado.

  1. Understatement

Siamo stati educati a minimizzare l’importanza di noi stessi, ci hanno inculcato la reverenza e praticamente il rispetto assoluto di qualunque figura avesse a che fare con noi. A prescindere dal luogo e dalla situazione. E dal valore e dallo spessore dell’interlocutore.

Il prete ha sempre ragione, la maestra e la professoressa pure, il vigile ed il poliziotto anche, per non parlare di chi ci governa o del capo studio o del titolare dell’impresa ... per non parlare del senso del dovere, neanche fosse un chip sotto pelle, piantato tra l’aorta e l’intenzione (direbbe il poeta), cinque giorni prima di una scadenza stiamo già pagando ogni spettanza (anche prima di aver ricevuto dal prossimo l’adempimento spettante). Rispetta quello e quell’altro, mi raccomando (cosa?), stai attento (a cosa? A tutto? A vivere?), non fare imprudenze, lascia perdere quello, lascia stare quell’altro … gasp, davvero tanto, avrebbe segnato chiunque … 

Ma no, non è corretto così come è arrivato, non è giusto per come è stato fatto vivere. Rispetto certo, osservanza anche. Vittime di noi stessi e degli altri no.

Amor del prossimo e ossequio della persona e del lavoro altrui sempre.

Ma non noi dopo ogni cosa, non noi dopo tutto il resto, non noi sempre e solo dopo ogni adempimento e dopo ogni altro pensiero, pulsione, azione altrui.

Non valiamo meno degli altri, non è sempre più verde l’erba del vicino, non è sempre all’estero che si sta meglio, non è sempre il papa straniero il più adatto né il migliore ad intervenire per risolvere un problema e/o una situazione.

2. Matematica

Se uno non conosce la storia o la geografia si grida allo scandalo, all’ignoranza! Se poi non conosce gli elementi di base di questo o di quell’altro … giammai, che squallore … ma se non sa di matematica, ah no, questo è concesso, se si obietta “tutto tranne la matematica” va bene, se si dice che “proprio la matematica non riesco perchè non mi si confà” va bene … è invece, da sempre dignitaria di pari livello, oggi emerge e si innalza a pilastro di moltissimi degli sviluppi intellettuali necessari al mondo, all’innovazione, alle produzioni, alla medicina, alla scienza e così via … non sarà il caso di rivedere questa impostazione culturale e formativa?

3. Visionari

Ma dove sono i mecenati? I visionari, quelli che buttano il cuore oltre l’ostacolo ed accendono fari e luci sui futuri possibili ci sono. Ma la società non li vuole, non li riconosce, non li accetta. Li snobba. Certamente non li capisce. Ma i mecenati? Dove sono? O vogliamo dirci che basta finanziare questo o quell’altro nei territori per lavarsi la coscienza ed il resto anche #sticazzi? Ma davvero non ci sono più mecenati per i visionari? Ma come venne fatta Firenze? Come pensiamo che ci possa essere un nuovo umanesimo o un nuovo rinascimento?

Forza fatevi sotto, c’è tanto da fare.

Tante, troppe multinazionali dai profitti stellari, tanti troppi evasori.

Troppo finanza speculativa.

Forza, fatevi avanti.

4. Intellettuali

Un tempo c’erano. Forti, fortissimi. Inarrivabili. Umili. Poveri. Con un pensiero affilato meglio delle migliori lame. Gramsci. Ad esempio. E diversi altri.

Poveri, umili. Ma alla fine avevano un pensiero talmente forte che sono diventati mondiali.

Ma davvero pensiamo che oggi non ci siano pensatori fini ed arguti, lucidi e di prospettiva? Solo perchè non li leggiamo nei giornali, non li vediamo in televisione o non c’è traccia nei social né nel web?

O è cambiato qualcosa nei sistemi che permettevano l’emersione del pensiero nuovo?

Oggi è pieno di mezzecalze che si autodefiniscono intellettuali. Quelli passano, quelli ascoltiamo e leggiamo, ovviamente con sempre meno convinzione (il re è nudo da tempo).

Ma gli altri, magari quelli buoni, perché non li vediamo? Perché sembra che ci sia un sistema che li reprime, soffoca o comunque li rende irrilevanti?

Esiste solo il pensiero dominante che ci propinano?

5. Mercato

Qui il riferimento è sul rapporto tra la vita reale e l’artefazione delle situazioni.

Chi non è soggetto di mercato non capirà mai il mercato né le sue difficoltà.

Chi percepisce un compenso perché gli spetta perché ha lavorato ma questo non deriva direttamente da produzione venduta nel mercato darà un valore differente al danaro. Chi dà un valore differente al denaro, concepisce in maniera diversa il valore di un prodotto. Chi concepisce altrimenti il valore del lavoro altrui (non percependo appieno il valore del prodotto) avrà sempre una visione antagonista sul tema mercato.

In un ordinamento in cui vige, fino a prova contraria, il granitico (#mamagari) in dubbio pro reo, c’è anche l’ANAC, il codice degli appalti, i regolamenti europei, i vincoli della rendicontazione che testimoniano plasticamente il contrario.

L’impresa ed il professionista è il nemico giurato della pubblica amministrazione perché per forza sono farabutti, imbroglioni. Tutti.

Cosa stiamo sbagliando? Chi sta sbagliando? Perché stiamo sbagliando? 

Davvero non c’è uscita né ci può essere inversione di tendenza?

Ma davvero dobbiamo ancora continuare a sbagliare?

As usual, here ready to debate

All the best, hugs, Nicola

ps -> sono figlio di una primogenita (di 5) e di un ultimogenito (di 13), sono secondogenito (di 2, ciao Simone! Mi manchi :-[), conosco gli sport di squadra, so cosa vuol dire lavorare in team, sono cresciuto in un ambiente familiare di parità di genere sostanziale benché la Sardegna sia fieramente matriarcale, sono stato educato alla lettura, allo studio, alla riflessione, all’approfondimento, al dialogo ed al dibattito, all’organizzazione personale compatibile con quella del prossimo, al rispetto delle persone e dell’ambiente, alla preghiera (ognuno per quel in cui crede). Penso mi abbia aiutato durante questo periodo, penso che lo noterò ancora di più negli altri, mi propongo di migliorare ancora per il domani.

Non so come sarà, ma ci sarà un domani nuovo.

In fondo, il sole sorge tutti i giorni.

Buona vita!


2 visualizzazioni

Kitzanos Soc. Coop. 

Piazza Martiri, 12

09124 Cagliari

__________________________________

Mail: info@kitzanos.com

Phone: +39  

___________________________

 

P.IVA: 03748590928

Capitale sociale: € 3.000 i.v.

Link utili

Downloads

> Press Kit

Seguici sui social

  • Facebook - Bianco Circle
  • Twitter - Bianco Circle
  • LinkedIn - Bianco Circle
  • Instagram - Bianco Circle

All rights reserved©2019 Kitzanos Soc. Coop.