• Nicola Pirina

What we need to think about. Now.

Cagliari, 5 marzo 2020. Buona Domenica delle Palme.

3° Tempo. In claris non fit interpretatio.

Mi avvalgo, per questa riflessione, di una miscellanea derivante da più confronti.

Passano le settimane, si infittiscono (per usare un eufemismo) i lavori e le riflessioni, la gente inizia a patire forse più il clima di tensione generale che la domiciliazione (per quanto anche quella …) … e poi scarseggia la farina per fare pane, torte, pizze, biscotti e tutte le altre robe che cerchiamo di mettere in campo (tra le altre) per intrattenere i più piccoli (e passare il tempo libero … che per la verità è molto meno di prima … sigh) … insomma, passano le settimane e, tolta la camurria mediatica (al netto di quella indispensabile e - poca - corretta che ogni giorno ringrazio), neanche l’ombra di un provvedimento serio e strutturale. Neanche l’ombra di una mano sulla coscienza da parte di chi realmente potrebbe alleviare e sterzare la situazione, neanche un serio afflato solidaristico da parte di chi ha fatto i miliardi speculando sugli studenti, sugli anziani, su di noi tutti poveri cristi, speculando sui e coi sistemi finanziari. E non solo.

Ci stiamo accorgendo di aver costruito un mondo ed uno stile di vita che non era né normale, né sano, né sostenibile, in una parola non era giusto.

Ma che davvero (da leggere proprio alla romana)?

Si, davvero. E l’insofferenza inizia a montare e fermentare.

Di tutto il carnevale messo in parola o decreto o circolare esplicativa o presa di posizione dei presidenti di non so cosa o position paper (che fa molto più figo secondo alcuni) dei presidenti di non so cos’altro o whatever (forse mai visti tanti atti in una legislatura … e già questo dovrebbe spiegarci qualcosa), ma a noi persone, a noi imprese, a noi sistema, a noi paesi, a noi rete di persone collegate insieme ai territori, a noi popolo, a noi società ... ma a noi, cosa arriva?

Il nulla, un benemerito niente caramellato col vuoto.

Al massimo procedure, portali, dialoghi con istituti di credito che ovviamente non possono dare nessuna risposta, perché non ne hanno né ne vogliono dare.

Bisogna che ci organizziamo, è necessario che avanziamo le nostre richieste direttamente dove serve, trovo indispensabile generare reti e reti di reti per far fronte comune alla contingenza e predisporsi animo, azienda e strutture per il futuro che sarà.

Chi lo capisce bene. Per il resto sono disposto a continuare ad interpretare coi miei poveri strumenti la contingenza ed a condividerla con chi vorrà leggere ed ascoltare.

Avremo una fase 1, almeno fino a settembre compreso.

Poi una fase 2, da ottobre 2020 a dicembre 2021.

Poi una fase 3, dal gennaio del 2022.

Nella prima fase è necessario correre ai ripari, salvare il salvabile, ma, soprattutto, predisporsi mentalmente e prepararsi sostanzialmente per il mondo che sarà, mettendo in discussione tutti i nostri modelli interpretativi e di business.

Nella seconda fase, compatibilmente con l’evoluzione socio economica, bilanciando tra decreti ed ordinanze comunali, ci si dovrà organizzare per iniziare a mettere sul mercato le organizzazioni, i prodotti ed i comportamenti sapientemente immaginati e studiati durante la fase uno. Nella terza fase si dovrebbe poter procedere con la “nuova normalità”.

Perchè, ripeto per l’ennesima volta, inutile spiegare le cose nuove con gli schemi vecchi.

Altro mondo, altra società, altra modalità di fruizione degli stessi.

Altra società, altra socialità, altre speranze, altre visioni.

Ma ci dobbiamo arrivare, sani, vivi, forti e con le idee pronte da scaricare a terra. Per poterlo fare serve togliere la zavorra, tutta.

Quale migliore occasione di un evento pandemico mondiale (diversamente - anche se non meno - traumatico rispetto ad uno post bellico) per cambiare, magari progressivamente, ma radicalmente?

Servono subito AZIONI RADICALI a favore delle imprese e dei professionisti (ordinistici e non). SUBITO:

  • serve una nuova ma vera e seria generazione di statisti

  • serve una nuova ma vera e seria generazione di intellettuali

… in epoca di social tutti sono scrittori, giornalisti, intellettuali, opinionisti … non è così che va il mondo … altrimenti ci trasformiamo tutti in quei produttori di spazzatura che elaborano cose insensate (perché prive di verità, fondamento ed utilità) né attuabili (perché frutto di onanismo intellettuale), che aspramente (giustamente) critichiamo, quelli cui (alcune volte a titolo) attribuiamo una buona quantità dei problemi del paese ...

  • pagamenti di ogni genere e tipo esclusivamente elettronici (scusate se lo riprendo per primo ma è fondante)

  • sospensione e proroga di tutti i termini e grace period su ogni pagamento e/o adempimenti;

  • modalità più rapide ed efficaci per dare liquidità fresca alle imprese;

  • eliminare le modalità tortuose di accesso ai bandi e/o appalti pubblici e delle rendicontazioni;

  • via l’ANAC e revisione delle modalità di azione e controllo della Corte dei Conti e delle Procure (non è possibile che anche il più povero dei RUP sia paralizzato dal terrore e non assuma gli atti che deve);

  • sostegno delle reti di volontariato oltre che del Sistema Sanitario;

  • sblocco immediato della spesa pubblica, se non siete in grado commissari per la spesa pubblica (pregressa e nuova, tipo caschi blu indipendenti e terzi) delle Regioni e dei Comuni (e degli altri Enti);

  • abolizione dei sussidi inutili (ma può esistere una CIG - e derivati - per trent’anni?);

  • introduzione di un tetto massimo per la tassazione delle imprese e del lavoro subito dopo la radicale modifica della disciplina giuslavoristica, tributaria e fiscale;

  • ricostruzione di una vera e propria golden share nazionale (con partecipazioni regionali) sugli asset strategici (energia, trasporti, telco, fibra, sanità, scuola, ambiente, etc.);

  • rivoluzione contratto dipendenti pubblici, nessuno escluso, magistratura compresa;

  • bye bye articolo 18, amen, il mondo è altro, organizziamoci;

  • stop senza se e senza ma alla dissipazione di soldi pubblici (davvero intollerabile, si sa perfettamente dove, come e quanti soldi vengono sprecati, non è più necessaria neanche una spending review né un commissario dedicato);

  • napalm sulle società pubbliche fantasma, idem sulla gramigna che alberga nei ministeri e negli assessorati;

  • sviluppo del (smart?) lavoro per obiettivi (non per  presenza);

  • … l’elenco sarebbe estesissimo, ma da qualcosa bisogna pur cominciare, non trovate?

 Vivevamo in uno schema definito nel 900 su schemi quasi ancor più obsoleti. Non esiste più in termini di contesto.

“La rivoluzione virale non riuscirà a prodursi. Nessun virus può fare la rivoluzione. Il virus ci isola e ci individualizza. Non genera alcun sentimento collettivo forte. Ognuno si preoccupa della propria sopravvivenza. La solidarietà che consiste nel mantenere la giusta distanza interpersonale, non è un tipo di solidarietà che permette di sognare una società diversa, più pacifica, più giusta. Non possiamo lasciare la rivoluzione in mano al virus. Speriamo che grazie al virus arrivi una rivoluzione umana.”

Così ho letto in una rivista accreditata. Sono d’accordo.

Quando ci siamo scontrati con l’HIV abbiamo o no cambiato qualcosa nelle nostre abitudini?

Abbiamo (in molti), per nostra immeritata fortuna, vissuto per molto tempo in una società all'apparenza senza nemici, in una società della presunta positività, in una società dove, sbagliando, per molti il digitale ha eliminato la realtà.

Cerchiamo e costruiamo insieme le nuove sane abitudini.

Che chi ha portato il mondo, l’ambiente ed il paese in questa situazione paghi. Non auspico una stagione vendicativa né giustizialista.

Ma che almeno restituisca, rifonda, con sanzioni ed interessi e si levi definitivamente dai piedi se non rientra nei nuovi schemi.

A Voi le debite considerazioni e riflessioni, se vorrete.

Andrà tutto bene, se insieme lo vogliamo.

Un sorriso, Nicola

ps -> PornHub offre aiuto all’INPS perché i suoi sistemi con milioni di utenti ed accessi (specie in questo periodo) reggono a differenza di quelli pubblici (poi tutti si scagliano sui sistemi INPS ma se avessero fatto medesima cappellata su un altro sistema pubblico sarebbe andata uguale) … mi ha generato una riflessione (semi) seria: questo paese ha fatto delle plurime e reiterate relazioni extra coniugali e/o extra rapporti una regola di vita per ennemila ragioni … cosa sta accadendo con l’isolamento forzoso? Ma davvero all’improvviso vanno tutti d’accordo ed hanno ripreso a fare una vita di coppia e/o da single normale? Non è che tutti si concentrano sul problema politico, sanitario, socio economico e si stanno trascurando (non certo per le sole ragioni sessuali) gli aspetti psicologici e di tenuta morale/fisica delle persone?


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